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martedì 16 ottobre 2012

Scattata la prima istantanea della memoria

Fonte: Ansa
 
Sono stati osservati per la prima volta l'istante e il luogo in cui si formano i ricordi, che si tratti di memoria a breve, medio o a lungo termine. E' stata scattata così la prima istantanea della memoria, descritta sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas.
La ricerca, condotta dal gruppo della New York University coordinato da Xiaojing Ye, offre nuove prospettive sulla formazione della struttura molecolare della memoria e fornisce informazioni utili per lo sviluppo di futuri farmaci per la cura dei disturbi della memoria. I ricercatori hanno studiato i neuroni della lumaca di mare Aplysia della California, un modello molto adatto per comprendere i processi di funzionamento della memoria nell'uomo.
‘’I nostri risultati forniscono una più profonda comprensione di come si creano i ricordi’’, ha spiegato uno degli autori della ricerca,Thomas Carew. ‘’La formazione della memoria - ha aggiunto - non è semplicemente una questione di accendere o spegnere molecole, anzi, è il risultato di una complessa relazione temporale e spaziale del movimento e l'interazione tra molecole’’.
La scelta di aver condotto la ricerca sulla lumaca di mare si deve al fatto che ‘’la lumaca offre il vantaggio di avere un numero limitato di neuroni, facilmente identificabili e riconoscibili ed e' capace di forme elementari di apprendimento'', ha spiegato Giorgio Vallortigara, del Centro interdipartimentale Mente e Cervello dell'Università di Trento, a Rovereto. La lumaca di mare è un organismo modello perchè i suoi neuroni sono tra 10 e 50 volte più grandi di quelli degli organismi superiori, come i vertebrati, ma il suo meccanismo di codifica della memorie è simile a quello dei mammiferi.
‘’Le forme di memoria, presenti i tutti gli organismi, hanno un processo di formazione del tempo che dividiamo in memoria breve, a medio e a lungo termine e per ciascuno di questi stadi, differenti processi di molecole sembrano essere coinvolti'', prosegue Vallortigara. ''Due di queste molecole sono attive, ma in maniera diversa, durante il consolidamento delle memoria''.
Nell’esperimento i ricercatori della New York University si sono concentrati sulle molecole chiamate MAPK e PKA, già note per il loro coinvolgimento nelle forme di memoria e di plasticità nelle connessioni tra i neuroni (sinapsi). Hanno sottoposto le lumache di mare ad un test di sensibilizzazione basato sulle risposte riflesse, dimostrando così il coinvolgimento di entrambe le molecole nella formazione della memoria. ‘’La sensibilizzazione è il fenomeno per cui una normale risposta riflessa si può replicare in seguito ad un'esperienza precedente, come nel caso di un grande spavento''. E’ emerso così che le due molecole (MAPK e PKA) coordinano l'attività della memoria sia a livello spaziale che temporale nella formazione dei ricordi.

giovedì 27 maggio 2010

Tutti i ricordi includono una sensazione

Una delle ragioni per cui i ricordi episodici rimangono registrati nel nostro cervello così a lungo è dato dal fatto che i nostri sensi sono stati coinvolti nella loro creazione. Questo significa che siamo in grado di rievocarli per molto tempo dopo l’avvenuta esperienza.
Quando associamo un’esperienza sensoriale con i nostri ricordi del passato, questo evento è di per sé un episodio che rafforza il ricordo. Ogni esperienza che proviamo nel nostro mondo esterno provoca sempre un cambiamento nella chimica interna del nostro cervello, proprio perché un flusso di informazioni sensoriali raggiunge il cervello producendo nuove reazioni chimiche, che a loro volta andranno ad alterare l’intera chimica del nostro corpo. Quindi ogni volta che associamo ciò che stiamo sperimentando come nuovo evento con quanto è stato precedentemente cablato a livello neuronale, questo atto associativo è esattamente l’evento che trasforma la connessione in un ricordo. Come dice il dr. Joe Dispenza nel suo libro Evolvi il tuo cervello, noi ‘ricordiamo il nostro ricordare’ attuando una forma di ricablaggio dell’avvenimento. C’è ancora da dire che più forte è stato lo stimolo sensoriale iniziale, tanto maggiore sarà la possibilità di ricordare l’evento e la formazione dei relativi ricordi. Indubbiamente ciò avrà luogo perché gli elementi emozionali dell’esperienza saranno stati molto intensi.
Abbiamo quindi compreso che quanto più forte sarà il segnale, tanto maggiore sarà la probabilità che il ricordo venga archiviato a lungo termine. Ma che cos’è che decide la forza del segnale? È il grado in cui prendiamo atto dell’evento come nuovo, imprevedibile o addirittura inconcepibile in base alle nostre esperienze vissute, al di fuori della nostra routine. Un esempio emblematico è l’atto terroristico avvenuto a New York l’11 settembre 2001. Cosa facevamo quel giorno? Dove ci trovavamo? Quali persone abbiamo incontrato? Molto probabilmente sappiamo dare una risposta a queste domande e forse anche ad altre, molto più particolareggiate. Ma ci venissero poste le stesse domande in relazione al 9 settembre dello stesso anno, cosa risponderemmo? È molto probabile che quello sia stato un giorno come tanti altri, ammesso che qualche avvenimento veramente unico non abbia sconvolto la nostra vita.
Da quanto detto ne consegue che tutti i ricordi includono una sensazione, o più sensazioni, che diventano la sigla chimica lasciata da determinate esperienze del passato.
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