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domenica 24 febbraio 2013

Più aglio per tutti

Fonte: Promiseland
 
L’aglio non può essere considerato il più attraente dei profumi ma…
Il suo aroma pungente è parte di ciò che lo rende la cosiddetta “rosa puzzolente” un gioco di parole capace di cambiare il modo di vedere questo alimento in relazione alla vostra salute.
L’aglio è una specie del genere Allium facente parte della famiglia della cipolla, scalogno, porro, erba cipollina e rakkyo. Il suo uso risale a più di 6.000 anni fa soprattutto in Asia centrale. È stato a lungo utilizzato nella regione del Mediterraneo. Gli Egiziani solevano mettere l’aglio su un piedistallo, usandolo anche come una moneta di scambio. L’erba anche per questioni di folklore, veniva utilizzata come strumento per allontanare i vampiri e proteggersi contro il male, ed era anche noto come un potente afrodisiaco naturale.
Le caratteristiche principali dell’aglio sono le sue componenti di zolfo dall’odore piuttosto pungente e in particolare l’allicinacomposto solforganico e il disolfuro di diallile. Questi composti contribuiscono a ridurre la pressione sanguigna, ridurre il rischio di malattie cardiache, con enorme vantaggio per il sistema cardiovascolare. I composti solforati dell’agliosono in grado di proteggere contro lo stress ossidativo, che altrimenti porterebbe ad un’ infiammazione dei vasi sanguigni.
L’allicina è il componente più attivo dell’aglio e si sprigiona quando l’aglio viene schiacciato o tagliato: contiene proprietà anti-fungine, antivirali e anti-batteriche, che aiutano la salute in una miriade di modi, dal liberare il corpo dai parassiti fino alla cura del raffreddore. La Diallile dalle proprietà anti-fungine, è più nota per l’uso legato alla riduzione del colesterolo, stimolando il sistema immunitario, migliorando la circolazione sanguigna, e disintossicando le cellule. Proprio per questi suoi effetti, l’aglio è utile nella protezione del fegato e per la prevenzione contro il cancro. Provate ad aggiungere di più per i vostri piatti fatti in casa dell’aglio, facendo attenzione a variare la sua forma – schiacciato, tritato, tostato, o crudo
L’aggiunta di aglio alla vostra dieta contribuirà in maniera sorprendente a migliorare il vostro stato di salute.

domenica 17 febbraio 2013

Prevenire il cancro

Fonte: Promiseland
 
Ogni anno a 12,7 milioni di persone nel mondo viene diagnosticato un cancro. E’ la seconda causa principale di morte negli Stati Uniti, superata solo da malattie cardiache. Uccide mezzo milione di americani ogni anno.
A livello globale, muoionomolte più persone di cancro che di AIDS, malaria e tubercolosi messe insieme. Recenti relazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità asseriscono che, senza un’azione immediata di prevenzione, il numero globale di decessi per cancro aumentera di quasi l’80% entro il 2030.
Ecco alcuni passi che si possono adottare oggi per prevenire il cancro.
1. Mangiare cibi che stimolano il sistema immunitario.
Il glutatione è il disintossicante per eccellenza – è fondamentale per aiutare la lotta del sistema immunitario contro il cancro. Una costante assunzione giornaliera di alimenti di sostegno al glutatione è un ottimo modo per mantenere alti i livelli di glutatione nel corpo. Mangiate cibi come gli asparagi, avocado, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavoli, cipolle, aglio e noci, cannella, curcuma, cardamomo per incrementare la produzione di glutatione nel vostro corpo.
2. Mangiare molta frutta e verdure crude.
Frutta e verdura colorate sono pieni zeppi di antiossidanti e fibre che aiuta a lavare via le tossine dal sistema. Frutta e verdura cruda mantengono i loro enzimi naturali, che consentono di assorbire la massima quantità di potenti anti-cancro nutrienti e antiossidanti nel flusso sanguigno.
3. Restare lontano, molto lontano da cibi zuccherati.
Lo zucchero danneggia notevolmente il sistema immunitario: studi dimostrano che il consumo di cibi ricchi di zucchero diminuisce le difese immunitarie e fa aumentare i livelli insulina, un potenziale fattore promotore di crescita e sviluppo di cellule tumorali soprattutto del colon, della mammella e della prostata.
4. Ridurre al minimo l’esposizione alle tossine ambientali.
Il National Institutes of Health (NIH) ha classificato 54 composti come agenti cancerogeni umani conosciuti basandosi su studi che indicano che queste sostanze provocano almeno un tipo di cancro nelle persone. Esposizioni più elevate si verificano in un ambiente professionali e di lavoro dove le esposizioni sono maggiori. Ridurre al minimo l’esposizione a cancerogeni noti come i metalli pesanti, bifenili policlorurati (PCB), amianto, diossine, VOC, e pesticidi, scegliere prodotti sicuri, ecologici in tutti i settori della vostra vita.
5. Esercizio regolare.
L’ esercizio fisico aumenta le difese immunitarie e riduce il rischio di cancro, riducendo i livelli di insulina. Ciò crea un “ambiente” nell’organismo che scoraggia la crescita e la diffusione delle cellule tumorali.

domenica 7 ottobre 2012

Noci: Elogio dalla Scienza per proprietà e benefici

Fonte: Dionidream
 
La noce è un frutto di cui si hanno testimonianze antiche: pare che provenga dall’Asia e sia stata introdotta in Italia dai greci. La sua pianta è imponente e maestosa, e oltre che per i suoi pregiati frutti è una pianta molto apprezzata per la qualità del suo legno che è molto ricercato. Le sue foglie sono molto voluminose ed in primavera spuntano i fiori di color verde a cui faranno seguito i frutti delle noci, di forma ovale e ricoperte da una sorta di guscio verde compatto chiamato mallo. Quando le noci giungono a maturazione il mallo si secca e si apre lasciando cadere la noce al suolo; prima di essere consumate le noci hanno bisogno di un periodo in cui devono essere lasciate asciugare, causa la forte umidità accumulata all’interno del mallo.
La noce, oltre a contenere fosforo, calcio, ferro e potassio, è il frutto più ricco di zinco e rame, elementi che solitamente attingiamo dalla carne, motivo per cui le noci sono particolarmente indicate in una dieta vegetariana.
Sono un frutto oleoso e di conseguenza ricco di sostanze nutrienti: il loro potere calorico è molto alto, si pensi che ogni 100 grammi di noci fornisce 580 kilocalorie circa. Tra le vitamine sono presenti la A, B1, B6, F, C e P.
Le noci assomigliano sia alla testa umana ( lo scalpo e il cervello) che alla prostata e sono un esempio primario di ciò che gli antichi erboristi chiamavano ”la dottrina della segnatura” , ovvero erbe o cibi che ricordano varie parti del corpo e che possono essere usate come rimedi per quelle parti del corpo.
Infatti, nel 17° sec. l’erborista William Coles, autore del libro The Art of Simpling and Adam in Eden, affermava che le noci vanno bene per trattare problemi alla testa perchè “hanno la perfetta segnatura della testa”. La scienza della alimentazione ora conferma che le noci contengono nutrimenti necessari per mantenere in salute le funzioni cerebrali, come per esempio gli omega 3, acidi grassi, e la vitamina E.
Altri cancri che la ricerca ha indicato che possono essere soppressi dalle noci includono quello al seno e colorettale. Infatti secondo una ricerca americana le noci, altre ad essere ipercaloriche hanno proprietà antitumorali, in particolare il loro consumo regolare previene l’insorgere del tumore al seno, questo grazie alla abbondante presenza di acidi grassi omega3, oltre ad un alto contenuto di antiossidanti.
Grazie alla presenza di acido alfa-linoleico, hanno anche proprietà digestive e diuretiche.
La vitamina E, caratterizzata da spiccate proprietà antiossidanti, è in grado di tenere sotto controllo i pericolosi effetti dei radicali liberi tanto temuti.
Esiste quindi ora una ricerca clinica relativa alle noci e loro effetto stimolante per il cervello. Negli animali maturi, nutrirsi di noci in modo moderato, migliora la prestazione motoria e cognitiva.
Infine, oltre ai benefici sopra descritti possiamo affermare che le noci hanno ulteriori proprietà: antianemiche, drenanti, energetiche, lassative, nutrienti, rimineralizzanti, vermifughe.
Alcuni importanti studi scientifici
Una ricerca clinica ha constatato che il consumo di noci riduce i biomarker del cancro alla prostata e sopprime la crescita del tumore/cancro di questo organo nel modello animale.
Uno studio ha dimostrato che dieta ricca di noci riduce drasticamente il colesterolo totale e in particolar modo quello LDL, meglio conosciuto come colesterolo “cattivo”.
Diversi studi hanno inoltre dimostrato che il regolare consumo di noci contribuirebbe ad abbassare notevolmente il rischio di sviluppare una coronaropatia.
Da alcune ricerche emerge che le noci hanno proprietà cardioprotettive e che il consumo di 30 grammi al giorno riduce il rischio cardiovascolare.
E’ stato provato che le noci aumentano la qualità dello sperma maschile.
Noci e cervello
Le noci forniscono anche un grande sostegno alla salute del cervello , considerato che il cervello è composto per circa il 30 per cento di grassi acidi omega 3 (primariamente DHA) e richiede la vitamina E e antiossidanti relativi liposolubili che si trovano facilmente nelle noci e che impediscono l’ossidazione ( che diventino rancide).
Un altro studio umano pubblicato sul British Journal of Nutrition nel 2011 ha mostrato che il consumo di noci aumenta il ragionare in modo deduttivo negli studenti universitari.
Noci e sport
Rilevante anche la presenza di un aminoacido essenziale, chiamato arginina, molto importante per la salute delle nostre arterie; infatti l’arginina fornisce alle pareti delle arterie il nitrossido, una sostanza in grado di combattere e prevenire l’arteriosclerosi.
E’ interessante sottolineare come l’arginina, sopra citata, ha la capacità di dilatare i vasi sanguigni che portano il sangue ricco di sostanze energetiche ai muscoli, oltre naturalmente all’ossigeno, migliorando di conseguenza le prestazioni fisiche.
Noci e cosmetica
Spesso, in ambito cosmetico, viene utilizzato l’olio estratto dal mallo delle noci per la preparazione di creme solari protettive o addirittura per la preparazione di lozioni fortificanti per i capelli; infatti l’estratto di noce ha la proprietà di riuscire a penetrare in profondità la fibra capillare donandole un aspetto estetico più morbido e ostacolandone la caduta.
Periodo di raccolta
Il periodo di raccolta delle noci è in autunno, precisamente da metà settembre a fine ottobre, prima di poter essere messe in commercio le noci devono essere sottoposte a smallatura, così da evitare che il guscio si annerisca e al lavaggio per eliminare i residui del mallo.
Per approfondire sugli studi effettuati sulle noci vedi http://www.greenmedinfo.com

domenica 30 settembre 2012

Bambini: cibo e salute

Fonte: Promiseland
 
Come prevenire le malattie dei bambini con l’alimentazione
Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo”.(Ippocrate)
Probabilmente sai già che ogni anno milioni di dollari continuano a essere spesi in ricerche e macchinari, alla costante ricerca del sacro graal della salute. Infatti, nonostante le conoscenze dei nostri avi come Ippocrate, oggi continuano imperterrite le ricerche su come trovare nuovi farmaci di sintesi per debellare le malattie.
Questo non significa che le ricerche non servono, solo che dovrebbero partire dalla verità di madre natura e seguirne le leggi, altrimenti si rischia di perdere la bussola e di allontanarsi dal vero benessere dell’uomo.
In verità tu non hai bisogno di chissà quale studio specialistico per prenderti cura del tuo corpo e di quello dei tuoi bambini. Tutto ciò di cui hai bisogno è la conoscenza delle giuste informazioni, la cui diffusione su larga scala è tanto temuta dalle industrie multinazionali.
 
Due potenti medicine di madre natura
Di seguito ti descrivo due rimedi super efficaci, che puoi utilizzare sempre. Sono facilissimi da preparare e sono totalmente secondo natura. Ippocrate in fondo con la frase “Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo” sosteneva una verità universale. Scopriamoli ora insieme.
 
Acqua e limone
L’acqua (senza cloro) e succo di limone naturale, non trattato chimicamente, sono una potentissima medicina della natura molto spesso sottovalutata anche dagli operatore della salute.
Il limone infatti:
•purifica il sangue e disintossica l’organismo rimovendo tossine residuali di farmaci, anestesie e tossine alimentari (come additivi chimici e muco)
•apporta ferro e vitamina C aumentando la forza, il tono del corpo e migliora l’efficienza del sistema immunitario
•apporta vitamina C che facilità l’assimilazione di calcio.
•anche se il gusto è acido, durante il metabolismo il limone diventa alcalino rafforzando lo stomaco
•è antiparassitario e arresta la proliferazione di microrganismi patogeni
•rafforza nervi, cuore e vasi sanguigni
•è un forte antiossidante per le cellule
 
Come hai letto il limone è molto versatile e può essere impiegato come preventivo, per esempio durante l’inverno, quando le basse temperature, la carenza di luce solare e il vento freddo tendono ad abbassare l’energia del tuo corpo e l’efficienza del sistema immunitario, ma può anche essere usato per disintossicare il sangue e in moltissime patologie come influenza, presenza di catarro, stanchezza, infezioni, patologie cutanee, dopo l’utilizzo di antibiotici o farmaci per eliminare i residui chimici, allergie, ecc..
L’ideale è assumere il succo la mattina al posto della colazione perché è il periodo migliore in cui il corpo elimina le tossine. Si può cominciare anche con due mattine alla settimana. Oppure si può bere un bicchiere di succo la sera prima di dormire o a metà mattina o metà pomeriggio dopo i pasti.
Per i bambini più piccoli si può aggiungere per migliorare il gusto il miglior dolcificante della natura: la stevia rebaudiana. In alternativa si può usare del malto o del miele.
 
I frullati
I frullati sono molto utili in quanto possono essere usati a colazione e a merenda, appagano il palato dei bambini, soprattutto quelli con frutta dolce e frutta essiccata.
A proposito di benefici, infatti, i frullati:
•concorrono alla disintossicazione dell’organismo rimovendo ostruzioni, muco e tossine
•le fibre della frutta favoriscono la salute della flora batterica intestinale
•apportano moltissime vitamine e sali minerali
•la frutta ha un energia molto elevata e possiede l’energia del sole che migliora la vitalità del tuo bambino e il suo sistema immunitario
•la frutta migliora l’umore e la lucidità mentale
•si può ricorrere anche ai frullati di verdure e possono sostituire un pasto completo
 
Cerca sempre di non mischiare molte varietà di frutta insieme per non appesantire la digestione. Due o tre frutti per frullato possono andare bene. Ci sono tantissime ricette a disposizione puoi incominciare dal sito www.veganblog.it. Inoltre la frutta secca come uva, albicocche, fichi, mele, contiene elevate quantità di sali minerali fra cui potassio, calcio, ferro e vitamine in quantità maggiori rispetto alla stessa frutta fresca per effetto della fase di disidratazione che attiva un processo di trasmutazione degli elementi contenuti nella frutta aumentandone le quantità.
Ecco che con queste semplici indicazioni hai aggiunto al tuo arco due nuove frecce, una per disintossicare, rinforzare il corpo e contrastare le infezioni e un’altra per aumentare la vitalità del tuo bambino e garantirgli tutto ciò di cui ha bisogno.
 
Indicazioni per prevenire le malattie nei bambini
Adesso vediamo le regole generali da seguire per prevenire le malattie e garantire allo stesso tempo ai nostri bambini un corpo vitale, libero da tossine, scorie e ostruzioni.
 
Evitare zucchero bianco raffinato
Lo zucchero sbiancato chimicamente altera il ph sanguigno acidificandolo con conseguente consumo da parte del corpo di calcio, che viene utilizzato come elemento tampone per riequilibrare il ph del sangue.
Di conseguenza l’acidità del sangue toglie calcio al corpo e alle ossa favorendo patologie come carie e osteoporosi. Ecco spiegato come mai i bambini e gli adolescenti della “civiltà moderna” hanno moltissime affezioni dentarie.
 
Evitare carne e derivati
Non siamo in periodi di carestia di cibo o catastrofi naturali. Abbiamo a disposizione una miriade di alimenti vegetali offerti dalla natura e non c’è nessun valido motivo nutrizionistico per consumare carne e uccidere gli animali o sfruttarli.
Inoltre la carne macellata contiene forme pensiero (come terrore e paura), provate dagli animali prima dell’uccisione, che vengono assimilate dal sistema energetico umano, abbassa l’energia del corpo, apporta troppe proteine che acidificano il sangue, contiene acido urico (che il corpo umano non riesce a neutralizzare a differenza dei carnivori e degli onnivori) che si accumula nelle articolazioni con conseguenti artriti e patologie articolari, contiene grassi saturi che intasano i vasi sanguigni del corpo.
 
Evitare latte e derivati
Acidificano il sangue favorendo carie e osteoporosi, contengono antibiotici e ormoni di sintesi che intossicano il corpo e alterano lo sviluppo ormonale di tuo figlio, concorrono allo sfruttamento degli animali, contengono pus che finisce nel latte a causa delle frequenti infiammazioni alle mammelle (mastiti) che hanno le mucche, sono gli alimenti che formano nel corpo muco appiccicoso che riduce la vitalità e favorisce patologie come otiti, le patologie con catarro, ecc..
Inoltre i latticini non sono neanche una buona fonte di calcio in quanto la pastorizzazione lo rende inorganico e inutilizzabile per il corpo. Altrimenti come mai l’osteoporosi è così diffusa e non si blocca con l’elevata assunzione di latticini?
Il calcio subito biodisponibile si trova nelle verdure crude, nella frutta e nella frutta essiccata. Il latte animale può essere sostituito con il latte di mandorla, canapa o riso.
 
Evitare le uova
Le uova sono acide per il corpo, sono difficili da digerire in quanto collose, apportano ormoni, antibiotici, pesticidi, grassi saturi, favoriscono ictus, acidosi del sangue, affezioni cardiovascolari.
Inoltre sono gli ovuli della gallina preposti dalla natura alla fecondazione e non al consumo da parte dell’Homo Sapiens.
 
Evitare le merendine industriali
Conservanti, grassi idrogenati, e additivi alimentari di sintesi regnano sovrane nelle merendine industriali. La loro funzione non è nutritiva ma apportano tossine al corpo di tuo figlio diminuendone la vitalità e la lucidità del sistema immunitario. Altro che partire alla grande con la colazione dei campioni.
In generale non eccedere con carboidrati soprattutto raffinati e prestare attenzione al consumo di cibo crudo per la presenza di enzimi autodigestivi che non depauperano le riserve enzimatiche del corpo, per la presenza di acqua pura distillata dalla pianta, l’apporto di vitamine e sali minerali subito biodisponibili per il corpo che la cottura oltre i 40° C tende a distruggere o disperdere fortemente.
I vegetali contengono tutte le sostanze di cui il corpo del tuo bambino ha bisogno, dalla vitamina C al calcio, dalle proteine al potassio, dagli enzimi alla B12.
 
10 trucchi e indicazioni mantenere in salute i bambini
Infine ecco 10 indicazioni che utilizzo sempre nel mio lavoro di consulente e che sono estremamente efficaci se applicate assiduamente.
•I bambini quando stanno male digiunano spontaneamente come gli animali in natura. E’ bene assecondare i digiuni spontanei durante la malattia, perché il corpo utilizza tutte le energie per disintossicare il corpo e per affrontare l’eventuale infezione-infiammazione, e proprio per questo motivo non richiede cibo. Al massimo può essere consumata della frutta o un frullato, che non interferisce con la digestione come gli altri alimenti o preparazioni. Il corpo del bambino, attraverso lo stimolo della fame, richiederà cibo quando avrà finito il processo di riequilibrio.
•Evitare farmaci e antibiotici (quando possibile) per i residui chimici che rilasciano.
•Evitare sempre i vaccini. Nessun animale in natura si vaccina e la prevenzione può essere ottenuta seguendo la via indicata da Ippocrate.
•Favorire l’esposizione al sole in quanto migliora l’efficienza del sistema immunitario, promuove la produzione di vitamina D per le ossa, migliora l’umore e la vitalità, aumenta l’energia del corpo, facilita l’espulsione di tossine.
•Favorire il gioco all’aria aperta e in campagna quando possibile per respirare aria pulita e carica di energia che ha un effetto diretto sul sistema immunitario.
•Niente fumo passivo.
•Mantenere una relazione serena fra i due genitori per consentire al bambino di crescere a sua volta gioioso e felice. I bambini avvertono tutte le tensioni famigliari anche se di fronte a loro recitiamo di andare d’accordo.
•Condurre una gravidanza serena e consapevole.
•Guardare la tv il meno possibile. L’ideale sarebbe niente programmi e tv con bombardamento di pubblicità subliminali e occulte ai nostri occhi.
•Ascoltare i loro bisogni interiori e spirituali… e infine il più importante…
•Guidare e sostenere sempre il bambino nelle sue passioni interiori e nella sua leggenda personale.
 
Riflessioni finali
Come hai letto le regole della natura sono veramente semplici e non richiedono grandi conoscenze. Ora siamo nell’era in cui il sapere antico e veritiero dei nostri predecessori sta ritornando a essere riconosciuto grazie alla consapevolezza e all’attenzione verso le leggi di madre natura.
Tu sei parte integrante di questo processo in atto, sei una piccola ma infinitamente importante goccia di questo oceano e, come tale, hai la responsabilità di contribuire alla salute di tutta la natura e del suo complesso quanto affascinante eco-sistema.

martedì 18 settembre 2012

Prevenire i tumori mangiando cavoli, soia e broccoli

 
Una dieta ricca di fibre aiuta l'organismo a prevenire alcune forme di tumori. Al contrario, alcuni ricerche sulla popolazione hanno evidenziato che quegli individui che hanno più elevati consumi di grassi alimentari sono anche quelli con più alte percentuali di morte per cancro della mammella e del colon.
Se già da tempo numerosi studi relativi alle diete e la salute hanno evidenziato un legame fra l'incidenza delle patologie legate al cancro con il tipo di alimentazione, non si era mai approfondito il processo per il quale un determinato alimento potesse agire a livello molecolare, in questa nuova ricerca è stato analizzato proprio questo aspetto.
La ricerca che ha esaminato nel dettaglio gli effetti di vegetali come cavoli, soia e broccoli, sull'organismo umano, è stata condotta presso l'Università di Georgetown (Washington), i risultati sono stati poi pubblicati sulla rivista scientifica The British Journal of Cancer.
I ricercatori hanno studiato nel dettaglio i processi che frenano le malattie delle cellule e aiutano a prevenire quel processo che porta alcune di esse a degenerare in forme cancerogene. Secondo quanto emerso dallo studio l'azione protettiva verrebbe data da due sostanze, l'indole-3-Carbinol (IC3) contenuto in grandi quantità in verdure come broccoli e cavoli e il genistein, un fitoestrogeno contenuto nella soia.
Quando le sostane sopraccitate vengono assunte dall'organismo e vengono assorbite dalle cellule, si ha un potenziamento dell'attività di due geni, il BRCA1 e BRCA2, entrambi appartenenti alla famiglia degli oncosoppressori. Questi particolari geni in condizioni normali sono coinvolti nella regolazione della crescita delle cellule, nello specifico gli oncosoppressori inibiscono la crescita mentre altri geni, gli oncogeni, stimolano la proliferazione cellulare.
Delle mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 molto spesso portano all'insorgere di alcune forme di tumori che colpiscono alla prostata, al seno o all'ovaio. I due geni svolgono una funzione molto importante nell'organismo, essi hanno il compito di individuare il DNA danneggiato affinché le cellule possano intervenire prontamente per "correggere il problema".
Eliot Rosen, coordinatore della ricerca, spiega che durante la sperimentazione si è notato che un aumento della somministrazione di indole-3-Carbinol (I3C) e di genistein nelle cellule tumorali portava a un incremento, dalle 10 alle 15 volte, dell'attività di riparazione del DNA. Grazie a questo studio si è potuto quindi appurare che i due geni BRCA1 e BRCA2 coinvolti in alcune forme di cancro, possono essere influenzati dalla presenza di determinate sostanze della nostra alimentazione.
Ora che si è appurata l'influenza delle due sostanze, IC3 e genistein, i ricercatori verificheranno l'effettiva efficacia di alcuni integratori presenti sul mercato che secondo quanto dichiarato dai produttori, avrebbero proprio il compito di aiutare l'organismo a prevenire alcune forme di cancro.

domenica 16 settembre 2012

Proteine animali? Superate da un pezzo!

Piatto di Tofu
Fonte: Promiseland
 
Sei vegano?E le proteine?Come fai se non mangi carne? Il fisico non regge… Quanti di voi si sono sentiti chiedere una cosa del genere o quanti di voi hanno fatto queste domande?!
Ebbene toglietevi dalla testa l’immagine dei vegani come persone graciline e smunte: atleti com Brazier Brendan, Roll Rich e Jimi Sitko (ed altri atleti già in passato prima di loro), hanno cambiato i vecchi stereotipi negativi sui vegani, dimostrando che le proteine di origine vegetale non solo sostituiscono in maniera eccellente quelle di origine animale, ma sono ottime alleate per mantenere un vegano in ottima salute e capace di prestazioni atletiche direi degne di Olimpiade!
Ma perché le verdure hanno le proteine?
Una tazza di spinaci cotti contiene circa 7 grammi di proteine. La stessa porzione di fagiolini ne ha circa 13 grammi. Due tazze di cavolo verde cotto? 5 grammi! Una tazza di piselli lessati?9 grammi. Questo solo per farvi un idea di come un pugno di verdure sia un risorsa di proteine… a portata di mano!
E le proteine del latte..eh quelle dove le trovi?
Una sola tazza di latte di soia (o di mandorla) contiene dai 7 ai 9 grammi di proteine. Aggiungendo dei fiocchi di avena e una manciata di frutti rossi avrete una colazione totalmente vegan friendly e proteica, senza bisogno di mungere nessuno. Per non parlare del tofu: 100 grammi apportano 9 grammi di proteine e tengono a bada il colesterolo cattivo.
Sostituite la classica merenda a base di “pane burro e marmellata” con pane integrale, burro di arachidi (o di mandorle o anacardi) ed un filo di agave: lo snack é servito! Cruelty free, sano e proteico capace di apportare al vostro organismo circa 8 grammi di proteine che possono arrivare sino a 18, se riuscite a sostituire il classico panino integrale con un atipico pane integrale di germogli (una piccola pagnotta apporta 10 grammi di proteine).
Ancora non vi basta? Ecco a voi 18 grammi di proteine purissime in una sola tazza di lenticchie cotte con le quali potrete inoltre preparare hamburger e polpette vegane oltre a deliziose minestre e risotti. E che dire dei fagioli?Sono veramente magici come quelli della fiaba: una tazza di fagioli rossi ad esempio contiene circa 13 grammi di proteine!
E poi abbiamo la quinoa che oltre ad essere altamente digeribile e senza glutine fornisce 9 grammi di proteine per porzione; il tempeh che contiene 30 grammi di proteine pari a quelle di 5 uova; ed infine la canapa (di recente introdotta anche sul mercato italiano): 30 grammi di polvere di semi di canapa contengono circa 11 grammi di proteine.
E potrei continuare all’infinito. Qui ho citato solo alcune delle fonti di proteine vegetali reperibili in commercio e maggiormente usate, ma solo per dare un’idea, uno spunto di riflessione ovvero che mangiare vegano è tutt’altro che una scelta limitante: state dando a voi stessi la possibilità di esplorare nuovi gusti e di incontrare nuove culture oltre che di rispettare gli altri esseri viventi che con voi condividono questo pianeta. Tutto questo andra’ a vantaggio non solo del vostro corpo ma anche della vostra mente.

giovedì 16 agosto 2012

La Coca-Cola Zero contiene l'edulcorante ciclammato, vietato negli USA ma autorizzato in Europa. Perchè questa disparità

Fonte: Informarmy

La Coca-Cola Zero venduta in Italia è diversa rispetto a quella degli USA, la differenza non è vistosa ma significativa. La versione europea ha un ingrediente che manca nella bibita americana: si tratta del ciclammato, un edulcorante intenso sintetizzato per la prima volta nel 1937 negli Stati Uniti e utilizzato sino agli anni '70. Dopo è stato vietato perchè La Food and Drug Administration (FDA) ha avanzato sospetti sulla tossicità, non escludendo l'ipotesi che possa trattarsi di un composto cancerogeno. Le autorità sanitarie americana hanno quindi applicato il “principio di precauzione” per tutelare i consumatori, in attesa di nuove evidenze scientifiche.
Nonostante il divieto in USA, in Europa la multinazionale americana ha commercializzato la ricetta includendo il ciclammato, che in Europa si può utilizzare tranquillamente. L'edulcorante è stato autorizzato in base al parere del Comitato Scientifico per l’Alimentazione Umana. Di fronte a questo dualismo di posizioni si resta un pò attoniti visto che si tratta di giudizi espressi da autorevoli enti di controllo. D'altro canto non si tratta dell'unico caso in cui Europa e Usa esprimono pareri diversi sulla tossicità dei prodotti e degli additivi alimentari. L’ufficio stampa della Coca-Cola Italia, sostiene che: «Il ciclammato è un additivo alimentare della famiglia degli edulcoranti, autorizzato dalla legislazione europea e italiana sulla base delle rilevanti valutazioni di sicurezza. È pertanto utilizzabile dalle aziende alimentari alle condizioni specificate nelle relative norme, che elencano i prodotti in cui può essere impiegato e le rispettive dosi massime d'uso. La Coca-Cola ricorda che l’utilizzo del ciclammato come edulcorante negli alimenti e nelle bevande è permesso in più di 50 paesi in tutto il mondo tra cui Canada, Australia e Messico».
Così facendo però Coca-Cola Italia mette un pò in crisi il mito dell'unicità e della segretezza della formula, e conferma l'abitudine di molte multinazionali di modificare le ricette (a volte solo l'aroma dei prodotti) per soddisfare i gusti dei singoli Paesi.
Sui dolcificanti intensi utilizzati nei prodotti alimentari per ridurre le calorie, senza modificare il sapore, abbiamo chiesto un parere a Catherine Leclercq, ricercatrice dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran).
«Le linee guida per una sana alimentazione del nostro istituto dicono chiaramente che questi dolcificanti non sono necessari neanche per i soggetti che devono seguire un regime ipocalorico. In alcuni casi sono addirittura sconsigliati come durante la gravidanza, l'allattamento e nei piccoli fino al terzo anno d'età. Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti occorre comunque usare cautela - prosegue Leclercq - non tanto per la potenziale tossicità, ma per non creare errati comportamenti alimentari e abituare i ragazzi ad un cibo troppo dolce. La fonte principale di edulcorati intensi (aspartame, ciclammati, acesulfame e saccarina) sono le bibite, più che le caramelle. L’importante è far sì che l’eventuale consumo sia occasionale, e ricordare che l’acqua rimane la bevanda migliore, soprattutto durante i pasti».
Da un punto di vista scientifico, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che classifica le sostanze in base alla loro cancerogenicità, ha ritenuto non convincenti i dati relativi alla cancerogenicità del ciclammato. Per restare in argomento va detto che lo IARC, ha aggiunto alla lista delle sostanze chimiche da valutare l’aspartame, un altro dolcificante molto utilizzato nel settore alimentare. Restiamo in attesa di novità e di conferme sull'impiego dei dolcificanti intensi.
Valeria Nardi.

“Dolcificanti naturali”: lo sciroppo d'agave

Fonte: pompadour

Sempre più persone sono diventate consapevoli del pericolo legato ad un uso eccessivo di zucchero bianco e questo ha creato il bisogno di trovare delle alternative allo zucchero stesso. Sono comparsi sul mercato diversi dolcificanti artificiali insieme a diversi prodotti cosiddetti naturali. In Italia è arrivato da alcuni anni lo sciroppo d’agave, proprio quando negli Stati Uniti si è cominciato a metterlo in discussione. È curioso come prodotti che in altri Paesi vengono messi in discussione entrino come “novità” nel mercato di altri che ancora non li hanno. Lo sciroppo d’agave fu introdotto negli USA nel 1995 e proprio per il basso indice glicemico, ideale per i diabetici, per il fatto che sia vegano e crudo, per le proprietà fisiche che lo rendono solubile a freddo e che gli conferiscono un gusto neutro che non compete con altri sapori, è stato subito usato come ingrediente di prodotti per la salute biologici, crudisti, vegani, kosher, ecc. oltre che come dolcificante vero e proprio.
Il nome e la descrizione del prodotto in etichetta hanno creato l’idea che lo sciroppo d’agave sia un prodotto naturale utilizzato da centinaia di anni dalle popolazioni native del Messico centrale. Tuttavia i nativi lasciavano fermentare il liquido ottenuto da un tipo particolare di agave ottenendo una bevanda leggermente alcolica nota come “pulque” e producevano un dolcificante noto come miel de agave facendo bollire a lungo il nettare concentrato della pianta. In realtà lo sciroppo d’agave che si compra non ha nulla a che fare con l’originale ed è un prodotto creato negli anni ’90 dall’industria. Nonostante quello che la pubblicità sembra suggerire la maggior parte dello sciroppo d’agave in commercio non si ottiene dalla linfa della yucca o dalla pianta d’agave ma dal bulbo amidaceo della radice simile ad un ananas. Esiste anche uno sciroppo d’agave prodotto a partire dal miel de agave, ma che viene prodotto allo stesso modo di quello estratto dalla radice e non per semplice evaporazione. Il principale costituente della radice è l’amido e l’inulina, un carboidrato complesso formato da catene di fruttosio. Tecnicamente una fibra non digeribile che non è dolce e che costituisce circa la metà del contenuto di carboidrati dell’agave. Il processo mediante il quale questi zuccheri vengono convertiti in uno sciroppo ricco di fruttosio sono simili a quelli con cui l’amido di mais è convertito in sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio; una rapida idrolisi enzimatica, spesso ottenuta con enzimi modificati geneticamente, un uso di acidi caustici e di filtrazioni chimiche. In ogni caso, al di là del processo produttivo, l’elevato contenuto di fruttosio non rende lo sciroppo d’agave una valida alternativa quotidiana allo zucchero. Se l’alto contenuto di fruttosio non farà alzare la glicemia, può tuttavia portare a deplezione di minerali, infiammazione epatica, indurimento delle arterie, resistenza insulinica, pressione alta, problemi cardiovascolari ed obesità. Va infatti evidenziato che il fruttosio contenuto negli sciroppi modificati (forma L-fruttosio) non è lo stesso della frutta (D-fruttosio e solo in piccola percentuale L-fruttosio) e non viene completamente riconosciuto ed utilizzato per produrre energia dall’organismo, ma piuttosto convertito in trigliceridi e tessuto adiposo.
Il fatto che non ci siano degli standard assoluti nel mondo del cibo salutare e che si possano trovare anche versioni biologiche di cibi molto elaborati non ci deve scoraggiare, anzi ci porti a consumare più cibo non raffinato e puro indipendentemente da quello che ci viene suggerito dai media.
Se vogliamo dunque usare qualcosa di dolce forse è meglio mangiare un po’ di frutta e non una barretta o un prodotto confezionato definito salutare. Se vogliamo dolcificare meglio usare dolcificanti noti da tempo come sicuri. A crudo: miele non pastorizzato o pasta di datteri ed albicocche secche. A caldo: sciroppo d’acero, succo di mela ma anche zucchero grezzo di canna, sempre con moderazione. In ogni caso per mantenerci in salute non possiamo mangiare cose dolci tutto il giorno, indipendentemente da quanto naturali siano!

(Dott. Cristina Ferrari – Anima del cibo)

Tratto da “Worse than we thought” di Sally Fallin Morell and Rami Nagel, Wise Traditions, spring 2009

domenica 5 agosto 2012

Sette alimenti contro lo stress

Fonte: Promiseland

Più di ogni altra emozione, lo stress e la tensione possono causare pesanti effetti negativi su nostri preziosi corpi. La buona notizia è che abbiamo un rimedio, una via di fuga.
Il primo passo è quello di cambiare il modo di ascoltare il nostro stress, così in un momento di forte tensione abbiamo due scelte: seguire la tensione e farci travolgere da essa o agire muovendoci in direzione opposta, al di fuori di essa. E l’uscire dalla tensione negativa può avvenire prendendo una semplice iniziativa quella di dire NO alla situazione di disagio e…mangiando i cibi giusti!
Alcuni cibi sani possono effettivamente aiutare a far scendere i livelli di ansia in generale, ecco quelli “testati” su di me e che preferisco:
1) cioccolato fondente (extra dark): sfatiamo un mito mangiare sano non significa mangiare i soliti cibi “noiosi” ed il cioccolato dal gusto seducente ed avvolgente ne è una prova perchè effettivamente aiuta ad alleviare i sintomi dello stress (sempre consumato con moderazione!). Il cioccolato fondente in particolare è ricco di flavonoidi sostanze dalle note proprietà rilassanti; l’extra dark (dal 70% in su)contiene inoltre la feniletilamina, una sostanza chimica euforizzante, che migliora l’umore. Inoltre e’ anche fonte di piacere, inducendo la secrezione di endorfine che innalzano il buon umore e la sensazione di benessere.
2) spinaci: questi vegetali a foglia verde sono ricchi di magnesio, che migliora la risposta complessiva del corpo allo stress e calma la pressione sanguigna che spesso imprigiona il nostro cervello nell’emicrania.
3) farina di avena (o fiocchi di avena): avete notato che quando il vostro corpo è stressato sentite il bisogno di assumere carboidrati? Il nostro corpo è incredibilmente intelligente e se richiede determinati cibi (noi le chiamiamo “le voglie”) lo fa scientemente: non sono solo semplici capricci di gola, sa perfettamente che mangiandoli tornerà a sentirti in equilibrio.
In tutti questi casi seguite il vostro desiderio e scegliete nutrienti carboidrati complessi come l’avena che aiuta la produzione di serotonina, neuro trasmettitore del buon umore, utile per ridurre gli effetti negativi dell’ansia.
I fiocchi di avena ricchi di fibre permettono al corpo di assorbire ad un ritmo molto più lento i nutrienti in esso contenuti e di conseguenza a prolungare l’effetto della serotonina.
4) noci: se avete la pressione alta, le noci sono il vostro migliore alleato. Mangiare almeno tre noci al giorno previene l’aumento della pressione sanguigna e mantiene i livelli di ansia sotto controllo. E se siete iper attivi ed adrenalinici (come me) fate un favore al vostro cuore e rendetegli la vita più facile!!
5) semi di girasole: contengono una fonte elevata di acido folico, che aiuta il corpo a tenere costante la sensazione di benessere e di buon umore e ad avere un maggior controllo delle vostre risposte emotive agli agenti esterni.
6) mirtilli: l’elevata efficacia di questi antiossidanti in bacche, contrasta la produzione di cortisolo sostanza che viene liberata durante i periodi di maggiore stress dal nostro corpo.
7) semi di lino: solo due parole Omega-3. Questi acidi grassi possono effettivamente far regredire del tutto i sintomi dello stress,aumentare la serotonina e abbassare i livelli di cortisolo ed adrenalina, rilasciati in maggiori quantità, naturalmente dai nostri ormoni sotto stress.

mercoledì 1 agosto 2012

Latte: USA verso il divieto nelle scuole?

Fonte: informasalus

Negli Stati Uniti l'associazione nonprofit di medici denominata Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) ha lanciato una petizione per escludere il latte dal menu delle mense scolastiche. Secondo l'associazione, infatti il latte non dovrebbe far parte di un pasto salutare sia perché un americano su 8 sarebbe intollerante al lattosio sia perché sarebbero limitate le evidenze scientifiche secondo cui il latte sarebbe da ritenere come un alimento in grado di rafforzare le ossa e di ridurre il rischio di osteoporosi. Il consumo di latte, inoltre, potrebbe essere responsabile di alcuni rischi per la salute, compresa l'insorgenza dell'osteoporosi.

Nella petizione indirizzata all'USDA (United States Department of Agriculture) l'associazione Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) ha sottolineato anche come il consumo di latte non sia in grado di prevenire le fratture, né negli adulti né nei bambini. Il latte vaccino costituirebbe poi una delle fonti principali di grassi saturi assunti dai bambini attraverso l'alimentazione. Più di 1 milione di bambini nei soli Stati Uniti, poi, soffrirebbero di gravi allergie al latte.

Come ha dichiarato da Susan Levin, direttore dell'associazione PCRM, l'abitudine dei genitori e delle mense scolastiche di somministrare latte ai bambini durante i pasti ostacolerebbe l'inserimento nella loro alimentazione di quei cibi realmente in grado di contribuire alla formazione delle ossa, come legumi e vegetali a foglia verde.

Gli effetti dannosi che il latte pastorizzato e i suoi derivati possono provocare alla salute (in particolare a neonati, bambini, anziani, persone sensibili e immunodepresse o di debole costituzione) sono conosciuti da tempo.

Intolleranze, allergie e malattie da latte e latticini vengono affrontate nel libro “Il mal di latte”. In questo testo l'autore - attraverso la propria vicenda e quella di molte altre persone, tra cui anche alcuni personaggi famosi - affronta con competenza e puntualità scientifica, uno dei temi più attuali della medicina naturale.

In base alla patologia l'autore raccoglie e cataloga centinaia di studi della medicina ufficiale in cui si dimostra come gli elementi contenuti nel latte lavorato dall’industria alimentare (fenilalanina, tirosina, fosfati, ADH, IGF-I, ecc.) possono essere correlati all’insorgere di diabete, problemi di permeabilità intestinale, allergie, otiti, tonsilliti, coliche, sinusiti, orticarie, disturbi al sistema vascolare, osteoporosi, disturbi ormonali e di altre conseguenze a lungo termine come l’aterosclerosi, la crescita accelerata ma dilatata degli organi e la resistenza insulinica.

Oltre alla descrizione dettagliata dei meccanismi attraverso cui il latte agisce in modo negativo sull’organismo, il libro è include anche una sezione dedicata ai test allergici e di intolleranza, compilata alla luce delle più aggiornate ricerche scientifiche, e da una ricca selezione di ricette alternative a base di latte di mandorle, di cocco e di riso e latti vegetali.

lunedì 30 luglio 2012

Bill Clinton, un anno dopo: vegan

Fonte: scienzavegetariana

Sempre più in forma e ora completamente vegan, per guarire dalla cardiopatia.


[COMUNICATO STAMPA]
BILL CLINTON, UN ANNO DOPO:
SEMPRE PIU' IN FORMA E SEMPRE PIU' VEGAN.
VERSO LA GUARIGIONE DALLA CARDIOPATIA
GRAZIE ALL'ALIMENTAZIONE 100% VEGETALE.
IMPEGNATO ANCHE IN UN'OPERA DI PREVENZIONE NELLE SCUOLE.
9 settembre 2011

Era di un anno fa la notizia che che l'ex Presidente USA Bill Clinton aveva deciso di seguire un'alimentazione "quasi vegan", cioè basata sull'assunzione di frutta, verdura, legumi, cereali e noci e di aver eliminato carne (e quasi del tutto il pesce), uova e latte dalla propria dieta. Oggi Bill Clinton dichiara di essere completamente vegan, quindi di seguire un'alimentazione 100% vegetale.
I suoi motivi sono prettamente salutistici: il fine è non solo prevenire la progressione della sua cardiopatia ischemica (per la quale ha già subito un intervento cardiochirurgico dopo l'infarto) ma anche favorirne la regressione e assicurarsi una serena longevità con i potenziali nipoti a venire.
Dopo gli interventi subiti da Clinton nel 2010, di angioplastica e impianto di stent, il dott. Ornish ha contattato l'ex presidente e, come il medico stesso riferisce, gli ha "indicato che i cambiamenti moderati nella dieta e nello stile di vita che aveva già compiuto non erano sufficienti e prevenire la progressione della sua cardiopatia ischemica, ma che le ricerche dimostravano come un cambiamento più radicale potesse addirittura farla regredire".
Aggiunge il dottor Caldwell Esselstyn, Jr, autore di "Prevenire e curare la cardiopatia" e direttore del programma di prevenzione e cura cardiovascolare - basato su un'alimentazione 100% vegetale a basso contenuto di grassi - al Cleveland Clinic Wellness Institute: "La cardiopatia ischemica è una malattia causata dal cibo. Bisogna passare dalla tipica alimentazione occidentale ricca di grassi, carne e latticini a questo tipo di stile alimentare."
Bill Clinton ha anche studiato le conclusioni del "China Study": una ricerca del 1938, reiterata nel 1989, condotta su un totale di 16.000 individui tra la Cina e Taiwan), distribuiti tra 300 villaggi di aree vastissime del paese che vanno dalle vaste contee rurali alle regioni industrializzate. Esso ha fornito ai ricercatori una rara visione di primo piano sui complessi collegamenti tra abitudini alimentari e l'insorgenza di diverse malattie e morte. Il Dr T. Colin Campbell, biochimico nutrizionista presso la Cornell University, responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, negli ultimi 45 anni ha pubblicato più di 300 articoli su riviste scientifiche e condotto ricerche estensive sugli effetti del cibo sulla salute.
Le malattie che la ricerca cinese etichettò come "malattie del benessere" - malattia coronarica, ictus, ipertensione, cancro alla mammella, del colon, della prostata, del polmone, del sangue, del cervello, diabete, osteoporosi - erano rilevabili nei ceti sociali più ricchi che avevano fatto del consumo di carne uno status quo. La maggiore assunzione di proteine di origine animale e i maggiori livelli di azoto ureico - scarto del metabolismo delle proteine - erano i principali fattori correlati con le malattie del benessere.
D'altra parte i ricercatori trovarono che maggiore era la percentuale di proteine vegetali nell'alimentazione, minore era il rischio di essere soggetti a quelle malattie. Ma le malattie del benessere non sono inevitabili. Secondo il dott. Campbell "la trasformazione tumorale delle cellule sane è apparentemente attivata da un'alimentazoine ricca di proteine (e grassi) animali e disattivata da un'alimentazione ricca di proteine vegetali (e povera di grassi). Questo vale persino se il cancro è già insorto."
Afferma Clinton, come riportano varie agenzie e articoli pubblicati in questi giorni sui giornali americani: "Sostanzialmente ho concluso che stavo giocando alla roulette russa, perché se anche negli anni passati avevo modificato un po' la mia dieta e avevo diminuito le calorie totali e buona parte del colesterolo del cibo che mangiavo, stavo comunque ingerendo molto colesterolo aggiuntivo, senza sapere che il mio corpo era in grado di produrne il necessario. Se non avessi assunto tutto quel colesterolo, non avrei avuto il blocco alle arterie che ho avuto nel 2010. In quel momento ho deciso di cambiare davvero."
Continua Clinton: "Ora tutti i miei esami del sangue sono buoni, i miei parametri vitali (pressione, polso, ecc.) sono buoni, mi sento bene e ho anche più energia". Il suo obiettivo attuale è arrivare a 83 kg, quanto pesava a 13 anni.
Clinton sta anche usando le sue nuove conoscenze e convinzioni sul tema per aiutare i bambini: la Fondazione Clinton ha iniziato una collaborazione con l'Associazione Americana per il Cuore e sta aiutando 12.000 scuole a promuovere l'esercizio fisico e a offrire pasti più bilanciati, in modo che, tra pochi decenni, coloro che sono bambini oggi non abbiano a soffrire di danni cardiovascolari come successo a lui.
Conclude la dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: "La nostra associazione da anni lavora per portare anche in Italia la conoscenza di queste informazioni e questi studi, sia al pubblico generale che ai professionisti della medicina e della nutrizione. Speriamo che la divulgazione di questi dati anche da un personalità così nota possa aiutare tante persone a rendersi conto che è attraverso la propria aliementazione che si può evitare di ammalarsi e si può anche guarire. L'attuale alimentazione a base di carne, pesce, latte, uova è estremamente dannosa e carente di nutrienti protettivi: una alimentazione a base vegetale è quella fisiologica per il corpo umano, meno costosa per le nostre tasche, meno dannosa per l'ambiente, più gustosa e appetitosa, e più etica per tutti".

Comunicazione a cura di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it - info@scienzavegetariana.it

Note:
Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV si prefigge di fornire ai professionisti della salute e alla popolazione generale informazioni corrette sulla nutrizione a base di cibi vegetali (c.d. plant-based nutrition) e sui suoi rapporti con la salute.

domenica 29 luglio 2012

Se dormi poco, mangi male

Fonte: lifestyle

Il termine inglese junk food indica, letteralmente, il cibo spazzatura venduto nei supermercati, nei fast food e nei bar: questi alimenti sono poco salutari, perché ricchi di grassi e sostanze che sono deleterie al benessere dell’organismo, come coloranti artificiali e additivi alimentari. Della categoria del junk food, fanno parte anche le bibite gassate, molto zuccherate e piene di componenti chimici spesso tossici. Ci sono poi fritti di ogni sorta, conditi con salse ipercaloriche fatte con gli ingredienti più grassi in circolazione, carboidrati a gogò e proteine animali spesso di dubbia provenienza.
Il cibo spazzatura è, però, duro a morire, non fosse altro per l’appeal che riesce ad esercitare sulle persone: gli additivi alimentari che vengono utilizzati per esaltare il sapore dei cibi spazzatura li rendono talmente appetitosi da conquistare anche i palati più raffinati. Nell’immaginario comune, quando ci si vuole concedere uno strappo alla dieta, si pensa per prima cosa a tuffarsi su un panino con hamburger, patatine fritte e cola di famose catene di fast food. E a nulla servono gli appelli di medici e specialisti mondiali dell’alimentazione: il cibo più succulento rimane quello che fa male e che fa ingrassare. A parte pochi fortunati, la maggior parte delle persone che consumano abitualmente cibi ipercalorici è sovrappeso o è obesa, rivelando uno dei mali dell’Occidente: l’abbondanza.
Coloro che rimangono magri, però, presentano col tempo problemi cardiovascolari, diabete e iperglicemia legati al consumo eccessivo di junk food, capace di dar vita a disturbi e malattie molto pericolose.
Il cibo spazzatura, tanto grasso quanto desiderabile, non deve essere associato necessariamente all’aumento di peso: se ci si concede il junk food solo una volta al mese la linea non ne risentirà affatto. Il problema nasce nel momento in cui la frequenza aumenta, fenomeno che accade più spesso se si presenta una carenza di sonno. Sembra che dormire poco, e sentirsi stanchi per non aver riposato abbastanza, sia una delle cause dell’obesità, direttamente legata all’aumento del consumo di cibi poco sani. Questo è quello che affermano gli studiosi dell’università di Berkeley, in California, che si sono concentrati nel capire quale relazione ci fosse tra l’attività cerebrale di un individuo e la sua alimentazione in situazioni di stress (quali la privazione o la diminuzione delle ore di sonno). A capo della ricerca, la Dottoressa Stephanie Greer, che ha evidenziato una ridotta attività dei lobi frontali del cranio in coincidenza con il poco riposo; tali aree sono dedicate alla presa di decisioni (come quella di mangiare nella giusta quantità e bene). Infine, il poco sonno impedisce al cervello di produrre l’ormone che ci fa sentire sazi e appagati, la leptina.
La ricerca è stata presentata al meeting 2012 delle Associated Professional Sleep Societies, a Boston, in cui sono stati illustrati gli step dello studio, che ha preso ispirazione da una ricerca simile svolta dalla Columbia University.
Alla Columbia University, i ricercatori si sono occupati di monitorare e registrare l’attività cerebrale di soggetti privati del sonno alla vista di cibo spazzatura. La risonanza magnetica utilizzata ha portato alla conclusione che una privazione – o una diminuzione – delle ore di riposo viene registrata dal cervello esattamente come una privazione di cibo. E quando si è molto affamati si tende a ricercare alimenti che siano in grado di appagare mente e stomaco in maniera veloce e badando quasi esclusivamente al gusto.
Riassumendo: meno si riposa, più si mangia male e più si tenderà ad ingrassare per aver preferito del cibo spazzatura. Il giusto riposo si rivela essere fondamentale anche per mantenere la linea!

Luisa Fioravanti

La fabbrica del latte

Immagine tratta dal servizio di Striscia la Notizia
Fonte: Promiseland

Latte, latticini, formaggi, yogurt, dessert, merendine, gelati, prodotti con cioccolato al latte, si stima un bisogno di produrre giornalmente tra i 20 e i 40 litri di latte a mucca.
E’ naturalmente impossibile soddisfare una tale richiesta; in natura una mucca per nutrire il suo piccolo produce 6 litri di latte.
Nell’ultimo mezzo secolo, l’uomo ha selezionato mangimi, ormoni, e razze di bovini adatte ad arrivare ad una produzione annua superiore ai 1.500 litri per animale!
La prassi è inseminare le bovine artificialmente, rendendo così le mucche mamme, con la forza e costrette alla prima gestazione già dal secondo anno di vita, e così via fino a quando il loro fisico è troppo debole per reggere un’ulteriore gravidanza. A quel punto viene abbattuta e venduta la sua carne. Si infila un guanto di nailon lungo fino alla spalla, si lubrifica con della vasellina. Si sposta la coda e si procede ad infilare il braccio nell’ano in modo da sistemare l utero, a nostro interesse. Le mucche come tutti gli altri animali sfruttati, non muoiono di morte naturale, perchè uccise appena la loro resa cala, l’allevatore non ha nessun interesse nel tenere in vita un animale che non gli crea profitti.
Una mucca se lasciata libera vive normalmente 40 anni.
I criteri dell’allevamento intensivo sviluppatosi nei recenti decenni, costringono la mucca a partorire un vitello l’anno, ciò comporta una coincidenza tra allattamento e gravidanza per circa sette mesi l’anno. Questo comporta che alla terza gravidanza la mucca cominci ad accusare problemi cronici o di sterilità, diventando “mucche da riforma” e mandate al macello. Le mammelle smisuratamente dimensionate, quando sono in piena attività, possono arrivare a dare più di 40 litri di latte al giorno, sono gonfie, tese e pesanti, sicuramente dolenti.
L’uomo per diminuire i costi e aumentare la produttività ha modificato e selezionato razze che hanno minor bisogno di assistenza durante il travaglio. L’amore protettivo verso il proprio piccolo, i dolori della gravidanza, l’attesa per il parto sono uguali per ogni essere vivente femmina. I cuccioli sono allontanati dalla madre dopo 3 giorni dalla nascita, ma continuano a cercarsi per giorni. Le figlie femmina faranno la stessa fine delle loro mamme, latte latte e latte. I vitelli maschi sono nella maggior parte dei casi inviati alle aziende per creare carne bianca. Fatti ingrassare con carenza di ferro e tenuti immobili per 6 mesi per far si che la carne rimanga perfettamente bianca. Spesso, come succede a i vitelli maschi della bufala la cui carne è ritenuta di scarsa interesse economico, vengono uccisi o lasciati morire di fame. Sarebbe impensabile mantenere in vita tutti i vitelli nati, produrrebbero solo costi per l’allevatore. Quanto verrebbe a costare il latte prodotto così?
La mamma nonostante il dolore della perdita e la sofferenza del parto verrà impegnata nel suo unico motivo di vita, produrre latte.
Il pastore che munge la mucca è stato sostituito da una braccio meccanico che preleva quotidianamente litri e litri di latte. Questo provoca dolorose mastiti e infezioni alle mammelle che verranno alleviate da pesanti antibiotici, che importa se l’uomo bevendo latte assume quotidianamente e inconsapevolmente costanti quantità di antibiotici.
Chi fa un costante uso di carne e latte nella propria alimentazione, riesce ad assumere in un anno fino a nove cicli di antibiotici. Gli antibiotici non sono l’unica sostanza che l’uomo assume bevendo latte. Gli animali costretti alla vita sedentaria in un box poco più grande di loro, gli impedisce di smaltire le sostanze ormonali che andranno a finire nel latte e nell’uomo. Molti medici sono convinti che esista una relazione tra latte animale e malattie come l’osteoporosi, diabete e perfino tumori. Alcuni pediatri consigliano l’assunzione di latte bovino solo dal secondo anno di vita del bambino da integrare con latte vegetale e consigliano di non dare latte prima della nanna perché può portare ad insonnia e disturbi nel sonno. Sono inoltre presenti pericolosi pesticidi ed agenti chimici, utilizzati per aumentare la produzione di foraggio destinato agli allevamenti.
A causa dell’alta produzione, le mucche sono in un continuo stato di “fame metabolica”, affinché il loro corpo provveda a soddisfare le energie necessarie; inoltre le mammelle sono così pesanti che il loro peso incide considerevolmente sulle zampe posteriori, danneggiandole gravemente. Al momento della macellazione sono così esauste che non riescono nemmeno a stare in piedi, e vengono trascinate con dei bracci meccanici fino al macello. Queste sono le cosiddette “mucche a terra”, animali talmente sfruttati da non essere più in grado di stare sulle proprie zampe
840 milioni di esseri umani, soprattutto bambini, quasi tutti nel Sud del mondo, muoiono di fame. Sappiamo che la fame nel mondo non è un problema causato dalla mancanza di cibo prodotto, ma da una sua distribuzione non omogenea e dagli sprechi: 36 dei 40 paesi più poveri del mondo esportano cibo verso gli USA e l’Europa.
Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite ma esporta 16 milioni di tonnellate di soia per mangimi animali.
Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura
Una vacca da latte beve 200 litri di acqua al giorno.
In Italia gli animali d’allevamento producono annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico e non possono essere usate come fertilizzante visto che contengono farmaci e fertilizzanti di cui sono imbottiti.

venerdì 8 giugno 2012

Latte e latticini: Diamo un "calcio" al mito

Fonte: Medicinenon

di Lorenzo Acerra - 7 giugno 2012
Nel corso di trentacinque anni, dal 1975 al 2010, il fabbisogno di calcio è stato portato al triplo del suo valore reale. Il cavallo di battaglia che ha consentito all'industria del latte di fare la voce grossa in tutti questi anni vacilla.

Risultati preliminari presentati sull'American Journal of Epidemiology (Cummings 1997) sono poi stati confermati da Bischoff-Ferrari (2010) e Warensjo (2010): l'utilizzo degli integratori di calcio è associato con un raddoppio del rischio di frattura dell'anca. È la matrice proteica delle ossa, il collagene, che previene le fratture. Ossa che non sono flessibili, perché proporzionalmente inferiori in collagene rispetto alla parte dura e densa del solfato di calcio, possono frantumarsi di colpo.

Il fabbisogno consigliato di calcio di 1200, 1300 e in alcuni casi anche di 1500 milligrammi di calcio al giorno, dopo averci perseguitato per un paio di decenni, è stato ridimensionato perché si è scoperto che se l'introito di calcio supera il livello di 800 mg al giorno diventa causa di fratture ossee. I primi ad abbandonare il "paradigma del calcio" e ad abbassare la stima del fabbisogno a 700 mg al giorno sono stati gli organi di salute britannici (Institute of Medicine, 2011).

Ricercatori della Cambridge University nel 1995 fecero un piccolo tentativo di aumentare l'introito di calcio in donne del Gambia che ne consumavano solo 285 mg al giorno mentre allattavano. La cosa interessante è che rimanevano immutati sia il livello di calcio nel latte materno, sia i livelli di mineralizzazione ossea (Prentice 1995). Insomma i ricercatori dovettero prendere atto che il fabbisogno giornaliero di calcio è molto basso, circa 300 mg al giorno, superato il quale i livelli di calcio in più non portano benefici.

Interessante anche lo studio di Finch (1998) che tornava a calcolare il valore del fabbisogno medio secondo il vecchio modo, cioè in base all'efficienza di meccanismi di assorbimento attivo di calcio e il bilancio di perdite di calcio con urina, succhi digestivi e sudore. Cioè proponeva il metodo con il quale nel 1948 il fabbisogno di calcio era stato fissato a 300 mg (Food and Nutrition Board, US, 1948). Nel 1951 Hegsted aveva fatto presente che il fabbisogno di calcio è così basso, che non è possibile trovare popolazioni o individui che non arrivino a soddisfarlo già solo bevendo acqua o consumando cereali e verdure (Nicolls 1939, Kunerth 1939, Pittman 1939, McCance 1942). Fu osservato che diminuendo i livelli di calcio ingerito si verifica la situazione di quasi azzeramento dell'eliminazione di calcio. Si arriva al punto in cui quel calcio viene tutto ritenuto dall'organismo e viene persino riciclato (Nicolls 1939, Ellis 1933, Basu 1939, Potgieter 1940).

Quando invece l'apporto di calcio aumenta, gli organi emuntori si adoperano al loro meglio per eliminare la quota in eccesso che l'organismo si rifiuta assolutamente di assorbire (Leitch 1937, Owen 1940, Sherman 1920 e 1947). Gli ormoni presenti a livello intestinale agiscono in modo da limitare l'assunzione di calcio in circolo mentre quelli prodotti dalla tiroide si adoperano stimolando l'eliminazione del calcio dai tubuli renali. L'obiettivo è contrastare gli elevati livelli di questo minerale nel sangue che causano il fenomeno delle calcificazioni su muscoli e articolazioni in prima fila, ma anche tessuti vascolari e organi.

L'avremmo dovuto pensare da soli che qualcosa non quadrava, soprattutto con quel pressing assurdo che abbiamo dovuto subire sul fronte del consumo di latticini.

Infatti - PRIMO PARADOSSO - Fontana (2005) registrava uno stato di salute ossea ottima e un minor rischio di fratture ossee in persone crudiste vegane rispetto alla popolazione generale, nonostante un apporto complessivo di calcio non all'altezza dei numeri ritenuti necessari. Sarà stato anche un po' merito della vitamina C di cui notoriamente sono ricchi i cibi crudi? La vitamina C favorisce diversi tipi di attività enzimatiche che sicuramente tornano utili alla matrice di base delle ossa, chiamato collagene, che è formato da proteine e silicio! Il collagene è ciò che rimane di un osso quando viene deprivato di calcio in un bagno d'acido. È questa matrice flessibile che impedisce le fratture.

IL SECONDO PARADOSSO - Con l'incremento del consumo di prodotti caseari nei paesi occidentali, anche l'incidenza di fratture ossee è aumentata nelle stesse proporzioni (Van Hemert 1990, Nydegger 1991, Fujita 1992, Lau 1993a, Parkkari 1996, Lippuner 1997, Lips 1997, Versluis 1999).

IL TERZO PARADOSSO - Inizialmente si tentò di giustificare l'aumento di fratture osse che arrivava puntuale in ogni nazione in corrispondenza dell'aumento di consumo di latticini, attribuendolo a differenze nella genetica. Poi però si vide che l'incidenza di fratture ossee aumentava anche nelle popolazioni africane, cinesi o indiane nel momento in cui i loro consumi di latte incrementavano (Smith 1966, Barss 1985, Abelow 1992, Ju 1993, Kin 1993, Russell-Aulet 1993, Lau 1993b, Rowe 1993, Feskanich 1997, Memon 1998, Ho 1999, Schwartz 1999).

IL QUARTO PARADOSSO - Feskanich e collaboratori hanno monitorato 75.000 donne per 12 anni, nel cosiddetto studio delle infermiere, dimostrando che non solo non esistono effetti protettivi del consumo di latte sul rischio di fratture, ma addirittura c'è un effetto deleterio (Feskanisch Harvard Nurses' Health Study, 1997). La stessa osservazione fu fatta da Michaëlsson (2003) che monitorò oltre 60.000 donne in Scandinavia. Se ne parla in un recente articolo scientifico dell'Università della North Carolina: «Se escludiamo alcuni studi che sono troppo piccoli o quelli che sono stati impostati in modo viziato, i dati scientifici fino ad oggi raccolti non supportano affatto l'efficacia dei prodotti caseari nel migliorare la salute ossea.» (Lanou 2009)

IL QUINTO PARADOSSO - Un caso clinico di calcificazioni renali viene presentato dalla d.ssa Annemarie Colbin: «Una giovane studentessa universitaria doveva sempre andare all'ospedale per asportare calcoli e depositi di calcio dall'uretere (il piccolo tubicino che porta l'urina dai reni alla vescica). Una volta, dopo l'intervento, i medici collocarono un tubo dai reni alla vescica per permettere all'urina di transitare, mentre l'uretere doveva cicatrizzare. Ebbene nel giro di un paio di giorni ci furono nuovi depositi di calcio nel tubo che lasciarono sconcertati i dottori. Scoprii che beveva latte tutti i giorni e che in ospedale ne aveva consumato mezzo litro al giorno. Nessuno in ospedale aveva dato peso a ciò. Io invece le suggerii di smettere completamente di consumare latte. Quando la rividi alcuni anni più tardi, seppi che non aveva più avuto recidive del problema, e anzi aveva avuto un bambino e godeva di ottima salute.» (Colbin 2009)

IL SESTO PARADOSSO - La situazione di insufficiente mineralizzazione dell'osso non beneficiavano dall'integrazione del calcio secondo osservazioni di Hannon (1934), Liu (1935), Maxwell (1935), Steggerda (1946), Snapper (1950) and Hegsted (1951), Stearns (1951). Rileggendo gli studi degli esperti sul calcio tra gli anni 1920 e 1950, scopriamo che il fabbisogno di calcio è molto basso e che il nostro corpo ha una funzione di riciclo di calcio molto buona. Infatti le uniche possibili situazioni di carenza di calcio erano quelle imputabili a disturbi metabolici primari nei quali i mitocondri delle cellule non funzionavano più bene. Negli anni Ottanta nacque il "paradigma del calcio", ovvero la comunità scientifica auspicò che potesse essere possibile ovviare ai danni alle ossa da cattiva alimentazione e accumulo di tossicità da metalli con un po' più di calcio. Ma trent'anni dopo i più informati iniziano di nuovo a vedere la futilità di questa speranza.

Sembra proprio che aumentare l'introito di calcio con integratori o con latticini non migliori lo stato di salute delle ossa e che finisca invece per creare problemi di vario tipo, a volte anche gravi. Il dottor Richard Malter riporta il caso significativo di una paziente che, avendo letto dei pericoli dell'osteoporosi, iniziò a prendere supplementi di calcio. Entro pochi mesi iniziò ad avere episodi ciclici di depressione, insieme con episodi d'ingiustificata rabbia o attacchi di pianto. La paziente diventò persino suicida. Ad un certo punto incontrò il dottor Malter, che le dimostrò l'eccesso di calcio mediante un'analisi del capello. Poche settimane dopo aver preso atto di ciò e aver smesso di prendere calcio, gli attacchi d'ansia scomparvero, lo stato depressivo migliorò tantissimo e la salute mentale della paziente tornò alla normalità (Malter 1994).

Altri fatti rilevanti che il "paradigma del calcio nel latte" ha ignorato:

(1.) Quando il prof. Ralph Steinman nel 1961 modificò l'alimentazione base per topi che produceva solo 1 carie nella vita adulta aggiungendovi latte commerciale in gran quantità, il numero medio di carie saliva a 9.4!

(2.) Quando assumiamo nella dieta troppo calcio, ovvero è in atto la diffusione passiva del calcio, questo implica una ridotta capacità di assorbimento di magnesio. È il magnesio che regola gli ormoni responsabili di una buona salute ossea. È la carenza di magnesio che compromette gli enzimi che assicurano una buona salute ossea. L'eccesso di calcio provoca carenza di magnesio.

(3.) La carenza di magnesio riduce l'attività dell'enzima fosfatasi, essenziale per l'assorbimento del calcio nelle ossa. L'enzima fosfatasi contenuto nel latte è stato completamente distrutto dalla pastorizzazione. Per questo la salute ossea si riduce consumando il latte commerciale invece di quello crudo o materno, come dimostrano vari autori del secolo scorso: Pottenger (1939 e 1946), Sprawson (1934) e Steinman (1961). Per questo la rivoluzione del commercio del latte ha portato in tutte le nazioni un incremento del fenomeno delle fratture ossee!

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