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mercoledì 8 giugno 2011

Senso di colpa in Floriterapia

Per senso di colpa intendiamo quella sensazione che ci porta a credere di aver commesso azioni sbagliate o dannose nei confronti di altri. E' però necessario differenziare il senso di colpa dall'assunzione di responsabilità, cioè condizione in cui riscontriamo effettivamente di essere colpevoli di atti che ledono altre persone. Il senso di colpa allora, a differenza dell'assunzione di responsabilità, è un problema immaginario, sentendosi colpevole di un'azione biasimevole, anche se nulla a livello razionale giustifica questa condanna.
Nella floriterapia abbiamo a disposizione tre interessanti rimedi che possono aiutare a fare chiarezza su questa spiacevole sensazione la quale può portare a sofferenze nevrotiche. Parliamo di Pine, Vine e Crab Apple; vediamo in cosa si differenziano.
Possiamo iniziare la comparazione di questi tre fiori evidenziando le parole chiave di ognuno:

Crab Apple: sensazione di sentirsi impuri, sporchi, ossessionati dai difetti;
Pine: incapacità di accettarsi, trovare sempre qualche difetto in ciò che si fa, sentirsi in colpa perchè si poteva fare di più;
Vine: mai soddisfatto di se stesso e forti sensi di colpa, masochismo.

Probabilmente il rimedio principale del senso di colpa è Pine; in effetti qui troviamo il soggetto che oltre a sentirsi responsabile di tutto arriva al punto di assumersi le colpe degli altri, quando in effetti lui non ha alcuna responsabilità. Sono dei giudici implacabili di se stessi e molte volte arrivano al punto di autopunirsi con scelte consapevolmente sbagliate. Questo rimedio aiuta ad amarsi di più e vincere la disapprovazione di se stessi.
Crab Apple ha di fondo un cattivo rapporto con se stesso e l'ossessione dei propri difetti; non per nulla è il rimedio adatto a coloro che a causa di menomazioni fisiche si sentono inferiori. Il dr. Bach identifica Crab Apple come il fiore che depura, che toglie ciò che è 'sporco' nella persona. Inoltre è adatto per vincere la vergogna ed il senso di colpa.
In ultimo Vine è anch'esso da considerarsi utile nelle condizioni legate ai sensi di colpa. Qui ci troviamo di fronte ad una personalità differente rispetto alle due precedenti. La personalità di Vine è tipica di coloro che amano dominare, che arrivano al punto di calpestare altri per la supremazia. Sono soggetti prevalentemente soli perchè non sono amati. Arrivano allora ad avere stranamente dei sensi di colpa, ma probabilmente proprio perchè non sono mai soddisfatti di se stessi e di quello che ottengono con la forza e l'aggressività. Questo rimedio aiuta a dare sicurezza e serenità a questi soggetti esasperati da se stessi, riportando un concetto più equilibrato della propria personalità.

mercoledì 25 maggio 2011

Walnut, il fiore del cambiamento

Walnut, o Juglans Regia, è il noce, della famiglia delle Juglandacee, di cui fanno parte il Pecan hickory (noce americano). Il termine Juglans è una parola composta da due vocaboli latini e più precisamente “Jovis e “glanda” che letteralmente possiamo tradurre 'ghianda di Giove', in quanto i romani avevano consacrato l’albero del Noce a Giove. Se le foglie del Nove svolgono un'azione antinfiammatoria ed astringente, il seme, e quindi il suo frutto comunemente mangiato, è ricco di arginina, grassi polinsaturi e sostanze antiossidanti che hanno come azione quella di migliorare il flusso sanguigno principalmente nelle arterie ed anche in tutti gli altri vasi sanguigni.
In ambito floriterapeutico, Walnut è il fiore del cambiamento. Questo perché nel momento in cui si affronta un cambiamento si è sottoposti a forme di forte stress e perché in tali condizioni si è predisposti, di norma, a manifestare instabilità, ad essere maggiormente suggestionabili ed influenzabili. Quando si devono fare delle scelte importanti in cui si devono valutare più aspetti, Walnut è il rimedio più adatto a queste situazioni, anche perché il più delle volte è necessario liberarsi di tutte quelle influenze esterne che potrebbero impedire di agire come ad esempio il pessimismo, lo scetticismo degli altri che molte volte smorza il sano entusiasmo per i propri progetti, le convenzioni ed i preconcetti che limitano l'intraprendenza.
Questo rimedio può essere comparato con Cerato e Scleranthus. Solitamente il primo non sa cosa scegliere perché manca di fiducia nel proprio giudizio, mentre il secondo non sa dove andare perché non possiede un centro interiore; Walnut semplicemente tende ad esitare, pur sapendo bene dentro si sé cosa fare.
In ultimo c'è da dire che il soggetto Walnut è una persona eccessivamente sensibile, assumendosi molte volte responsabilità non sue. Il soggetto Walnut è un individuo che è proiettato verso il futuro, è un innovatore, molte volte un pioniere con una mentalità libera ed anticonvenzionale.

mercoledì 18 maggio 2011

Paura: come combatterla con la floriterapia

La paura può essere considerata come un'emozione molto forte derivante dalla percezione di un pericolo, sia esso presunto o vero. Quando questa condizione emozionale può ancora essere gestita e non necessita l'intervento di uno psicoterapeuta esperto, i fiori di Bach possono dare una grossa mano per riprendere il controllo della propria vita e delle proprie emozioni.
Sono fondamentalmente cinque i rimedi che vengono utilizzati, ognuno con particolari valenze:

Aspen: paure incoscie, incubi;
Cherry Plum: paura di perdere il controllo;
Mimulus: paure conosciute accompagnate da timidezza;
Red Chestnut: paura ed ansietà per gli altri;
Rock Rose: terrore, panico, incubi.

Vediamo ora in modo più particolareggiato questi rimedi ed eventuali confronti fra di loro.
Iniziamo con Aspen (il Pioppo o Populus Tremula). Chi necessita di questo rimedio è innanzi tutto una persona molto sensibile e ricettiva, capace di percepire addirittura gli stati d'animo delle persone intorno a lei. Adatto per quei bambini che hanno paura del buio o rimanere da soli in casa. Questo rimedio aiuta queste persone a prendere le distanze dalle loro paure, prendere coscienza che sono tutte creazioni della mente. Utile per chi ha subito un violento incidente d'auto o da chi è tormentato da pensieri ossessivi.
Cherry Plum (Mirabolano o Prunus Cerasifera) ha la caratteristica di non riuscire a gestire non solo i propri pensieri ma anche le proprie azioni. Ha il continuo terrore di essere un violento e fare del male a qualcuno; egli infatti non riesce ad accettare le proprie pulsioni più profonde e non tanto la sua aggressività. Ne consegue una personalità molto meticolosa, pignola, proprio perchè cerca di controllare fuori quello che non riesce a gestire nel suo più profondo. Nei bambini è tipica l'enuresi notturna. Questo rimedio aiuta ad accettare i nostri lati negativi senza temere che prendano il sopravvento, per il fatto che sono controbilanciati da quelli positivi che tutti noi abbiamo.
Mimulus  (Mimolo giallo o Mimulus Guttatus) può essere utilizzato in due condizioni. Primariamente come il rimedio d'urgenza per la paura, come la tipica paura di andare dal dentista, o di prendere l'aereo, di affrontare un esame e via dicendo. In secondo luogo è il rimedio adatto a quelle personalità molto timide. Non per nulla la timidezza ha origine dalla paura di non essere accettati o di non essere all'altezza. Il soggetto Mimulus spesso si sente aggredito e con molta facilità si stressa. Inoltre tende a chiudersi in se stesso e a rifugiarsi nel suo mondo in cui si sente protetto; non per nulla se sotto pressione si ammala facilmente. Pare dia ottimi risultati sui neonati per far vincere il trauma della nascita. Fondamentalmente, Mimulus insegna ad accettarsi così come si è, quindi abbassa quel potenziale d'ansia spesso nascosto dietro a molte paure. Aiuta inoltre ad avere maggiore padronanza di se stessi.
Red Chestnut (Ippocastano rosso o Aesculus Carnea) si identifica perfettamente nelle persone che sono ansiose per gli altri, arrivando al punto di perdere ogni interesse per se stesse. Questa condizione è talmente soffocante da danneggiare chi si ama, anzichè proteggerla. Di fondo sono soggetti tormentati interiormente con immaginazione eccessiva di disgrazie ed eventi nefasti, tendenza a soffocare gli altri di attenzioni.
In ultimo abbiamo Rock Rose (Eliantemo o Helianthemum Mummularium), identificato dal dr. Bach come il rimedio d'urgenza nei casi in cui sembra non vi sia più speranza o quando siamo di fronte a spaventi, forti shock, incidenti. Agisce rapidamente sulla paura liberando il senso di costrizione al plesso solare. Se il rimedio Star of Bethlehem rimuove i blocchi psicologici o traumi del passato, Rock Rose sblocca la paura del momento. Questo rimedio aiuta a non perdere la testa nei momenti di crisi ed affrontare la situazione con calma e coraggio.

mercoledì 11 maggio 2011

Cerato, il fiore degli indecisi

Nello studio dei fiori di Bach, questo rimedio è particolarmente adatto a tutti coloro che sono degli eterni indecisi. Predomina l'atteggiamento a chiedere sempre consiglio ad altri su tutto ciò che si deve fare o scegliere, arrivando al punto da delegare ad altri la decisione finale.
Il nome botanico è Ceratostigma Wilmottianum. La sua origine pare sia cinese; quando fiorisce si ricopre di fiorellini di colore blu intenso con sfumature violette. Ha un aspetto delicato, quasi gracile, che si spezza facilmente. L'attrattiva maggiore di questa pianta risiede tuttavia nella fioritura estivo-autunnale, molto prolungata, di un blu difficile da trovare in giro.
La tipologia Cerato è contraddistinta dalla grande sensibilità. Infatti i soggetti Cerato sono persone estremamente sensibili e molto intuitive, fattori questi favorevoli per prendere delle giuste decisioni; comunque il problema risiede proprio nel lato più negativo e cioè la mancanza di fiducia in sé stessi, condizione che porta questi soggetti a non ascoltare l'intuito ed adattarsi all'idea degli altri.
Cerato può essere comparato ad altri due fiori: Scleranthus e Centaury. Nel caso di Scleranthus, questa tipologia evidenzia la tipica persona che è indecisa tra due cose, a differenza di Cerato che invece non decide ma perchè non è sicuro di sé stesso; per quanto riguarda Centaury, questo è tipico del comportamento di coloro che non sanno dire di no, che agiscono per compiacere gli altri, che a causa della mancanza di volontà sono troppo facilmente influenzabili. In ultimo, Cerato ha delle idee ben precise, è una persona saggia, ma a causa del fatto che dubita delle proprie capacità, finisce per fare cosa dicono gli altri, pur sapendo che stanno commettendo un errore.
Questo fiore permette di attuare una profonda trasformazione, insegnando ad avere più fiducia in sé stessi e nel proprio intuito; inoltre aiuta a sostenere e portare avanti le proprie opinioni o idee. Libera dalla schiavitù delle convenzioni che specialmente oggi ci attanagliano ed imparare ad andare, quando è necessario, anche controcorrente.

lunedì 2 maggio 2011

Oak: il mondo sulle spalle

Atlante, in atto di sostenere il mondo
Nella Floriterapia, Oak è il rimedio adatto per tutti coloro che portano il mondo sulle spalle. Solitamente sono persone infaticabili, lavorano per sé stesse e per gli altri, senza concedersi un attimo di riposo. Quando si ammalano, cercano di fermarsi solo nel fine settimana per il fatto che il loro senso del dovere ha un forte controllo sul fisico.
Il rimedio Oak è quindi adatto per coloro che sono inflessibili, che sono molto severi con sé stessi. Questo loro atteggiamento tende a svuotare, ad eliminare il vero piacere della vita per rimanere solo con dei doveri. La personalità Oak è focalizzata sulla lotta contro ogni difficoltà, senza mai perdersi d'animo, in netto contrasto con Gorse, tipico della prostrazione, di chi ha gettato la spugna e si è ormai rassegnato.
Abbiamo parlato di lavoro. Oak vede il lavoro come un dovere e solitamente sopraggiungere la stanchezza che diventa cronica; di contro Elm vede il lavoro come una vocazione percependo la stanchezza come passeggera.
I soggeto Oak soffrono molto di stanchezza cronica e rischiano il crollo improvviso come anche il collasso nervoso. Le patologie più comuni sono legate alla rigidità; avremo allora manifestazioni artrosiche e forti dolori su tutta la colonna vertebrale e sulle spalle. Pomate o creme in cui sia presente questo fiore possono migliorare la condizione di rigidità.
Solitamente si trovano persone che beneficiano di questo fiore in relazione ad un'infanzia in cui i genitori chiedevano molto, come la perfezione o il massimo nelle attività scolastiche. Per sentirsi presi in considerazione e quindi amati, hanno dovuto essere sempre i primi della classe o il migliore rispetto agli altri. Ecco perchè sono soggetti severi con sé stessi, risultato di una formazione eccessivamente rigida.
Possiamo aggiungere un'altra nota a questo comportamento così inflessibile: la rigidità verso sé stessi può diventare una corazza così spessa da tenere lontani gli altri, assumendo questo atteggiamento come difesa, senza capire che la vera forza non sta nel mettersi addosso una corazza ma nel non averla.

venerdì 29 aprile 2011

Fiori di Bach: una scoperta graduale di sè

Caravaggio - Narciso alla fonte
Una prerogativa della floriterapia è quella di portare colui che assume questi rimedi a scoprire una parte nascosta di sè. Anche se il dr. Bach affermava che è possibile curarsi da soli con i rimedi floreali, indubbiamente questo processo non è semplice come affidarsi ad un terapeuta il quale, attraverso un interrogatorio, individua il rimedio più adatto per la risoluzione o l'affrontare una determinata condizione esistenziale. Curarsi con la floriterapia richiede una certa dose di autoconsapevolezza ed una buona capacità di autocritica, qualità queste difficili da sviluppare, in particolar modo nel mondo moderno in cui tutto viene delegato ad altri. L'autoconsapevolezza è spesso dolorosa per il fatto che impone la presa di coscienza dei nostri tratti negativi e molte volte delle nostre scelte sbagliate dalle quali non sempre possiamo tornare indietro, oppure perchè riconoscerne l'errore significherebbe ammettere un cattivo giudizio.
In molti casi l'origine dei nostri malesseri o problemi emotivi ed affettivi si deve ricercare in quella parte nascosta della psiche chiamata inconscio. Ed è per questo motivo che una sofferenza emotiva non sempre è motivata da un'apparente causa logica o razionale. Quante volte, ad esempio, ci sentiamo tristi o afflitti senza un'apparente motivazione, oppure ci sentiamo trementamente soli pur trovandoci in mezzo a tanta gente? La componente inconscia ha la capacità di condizionare profondamente i nostri stati d'animo, portandoci a manifestare disagi non sempre definibili e chiari.
In quali contesti allora i fiori di Bach ci possono aiutare. Premettiamo innanzi tutto che questi rimedi non andranno mai a cambiare il nostro carattere. Esso è infatti l'identificazione della personalità di ogni individuo sulla base del vissuto dello stesso, è l'insieme più o meno consapevole delle scelte sulla base del proprio comportamento. Sulla base di ciò, la floriterapia andrà allora a lavorare sugli stati d'animo del momento, come uno stato d'ansia, una paura conosciuta o meno, una forma di depressione. In relazione a ciò spesso succede che dopo aver iniziato ad assumere un rimedio floreale si vedono i primi risultati come la scomparsa dello stato d'animo negativo, ma di contro potrebbero emergere altre situazioni emotive, ciò in funzione del fatto che uno stato d'animo superficiale potrebbe nasconderne altri, più profondi o complessi, magari legati alla nostra infanzia, ad eventuali traumi o esperienze vissute. Ecco allora che quando decidiamo di intraprendere un percorso di autoguarigione con la floriterapia facciamo in effetti un profondo lavoro di autoanalisi.
Il vero lavoro terapeutico è quello in cui gradatamente si vanno a modificare gli stati d'animo negativi, si va a fondo nel capire noi stessi e si determinano le nostre reali difficoltà. Ne consegue che uno o più rimedi andranno a lavorare sulla nostra personalità, apportando un riequilibrio. Quanto è grande o profondo questo riequilibrio? Il risultato è sempre soggettivo e non può mai essere paragonato ad un altro soggetto con le stesse manifestazioni comportamentali su cui lavorare.

venerdì 22 aprile 2011

Star of Bethlehem: il fiore del trauma

Ornithogalum umbellatum
Il suo nome scientifico è Ornithogalum umbellatum, della famiglia delle Liliaceae. Star of Bethlehem è il nome inglese di questa pianta, mentre i nomi popolari sono: Latte di uccello, Stella di Betlemme, Cipollone bianco, Latte di gallina.
La particolarità del nome è da attribuirsi inizialmente al fatto che lo si trova in abbondanza in Siria e in Palestina; oltre a ciò la sua corolla a sei petali disegna una geometria perfetta che ricorda la stella di Davide.
In floriterapia questo fiore rappresenta l'equilibrio e l'armonia, condizione mancante dopo un trauma, uno schok, un blocco psicologico.
Questo fiore fu inizialmente sperimentato dal dr. Bach per la cura di soggetti che soffrivano di problemi affettivi, complessi di inferiorità le cui radici si potevano ricercare nel loro passato. Infatti, sia che si conosca oppure no l'origine della condizione di disagio nato dal trauma, Star of Bethlehem può risultare il rimedio più adatto.
Chi ha bisogno di questo rimedio risulta essere una persona apatica e indifferente; questa condizione nasce spesso da un forte dolore che origina dalla propria infanzia: la persona ha forse ricevuto una risposta negativa alle sue richieste d'affetto, traumatizzandolo al punto da indurlo ad evitare il rischio di chiedere, per non sentirsi dire lo stesso 'no' che in passato lo aveva addolorato.
Star of Bethlehem riesce a smuovere l'energia bloccata permettendo alle emozioni di fluire liberamente dentro di noi, infatti solo riuscendo a vivere il dolore senza reprimerlo questo ci lascerà.
A livello emotivo si possono presentare apatia, difficoltà a provare dei sentimenti e delle sensazioni, difficoltà a lasciarsi andare, malinconia, angoscia, difficoltà ad elaborare un lutto, malattie psicosomatiche.
Star of Bethlehem fa parte dei rimedi che compongono il Rescue Remedy, un prodotto di soccorso dei Fiori di Bach per situazioni di emergenza, quando non c'è il tempo per scegliere e preparare una miscela mirata. Questo composto di vari fiori è particolarmente indicato, nella soluzione in pomata, in casi di traumatismi fisici, da applicare su aree del corpo che abbiano ricevuto un colpo, sia recentemente che anche di vecchia data, ad esempio una cicatrice che risale ad interventi chirurgici vecchi.

martedì 12 aprile 2011

La Floriterapia: un aiuto per chi aiuta

In floriterapia i rimedi agiscono a livello energetico, non avendo nessuna relazione con il valore o la componente riconosciuta dalla scienza erboristica del fiore corrispondente, anche se alcune volte combacia con il significato terapeutico previsto dalla floriterapia stessa. Come la maggior parte delle persone sanno, in occidente la floriterapia si è fatta conoscere grazie al grande lavoro del dr. Edward Bach il quale ha trasmesso le linee guida per la loro preparazione.
I rimedi floreali, quindi fiori di Bach, californiani o altri, non possono essere considerati farmaci in quanto la loro funzione non è finalizzata alla soppressione di un sintomo, anche se alcune volte questo avviene. L’azione della floriterapia pare scaturire dall’informazione energetica del rimedio utilizzato in termini di vibrazione e frequenza. Su questa base si comprende che tutto il processo che porta al riequilibrio non si finalizza all’aspetto fisico organico, quanto all’armonizzazione dei campi bioenergetici della persona che accusa un malessere.
Nel suo libro I Fiori della mente la dr.ssa Maria Antonietta Bàlzola, psichiatra e psicoterapeuta, grande esperta di floriterapia, espone in modo chiaro ed autoritario il metodo terapeutico dei Fiori di Bach. Nel suo elaborato troviamo un capitolo dedicato a coloro che svolgono la funzione di terapeuti e a quanto la floriterapia possa essere d’aiuto anche a loro. Anche se la tematica è rivolta primariamente a psicoterapeuti, i consigli che vengono dati possono essere d’aiuto a tutti coloro che sono impegnati nel mondo sanitario ed hanno quindi rapporti con pazienti presi da loro in cura.
Esaminiamo ora alcune situazioni che potrebbero crearsi e vediamo quali rimedi floriterapici possono aiutare lo stesso terapeuta a fare un lavoro di riequilibrio emozionale.
La dr.ssa Bàlzola dice che a volte siamo talmente oberati dal nostro lavoro da cedere alla stanchezza ed al pessimismo; nel caso della stanchezza sarà utile Olive, mentre per il pessimismo Gentian. Quando l’eccessiva responsabilità ci porta a sovraccaricarci, il rimedio d’aiuto sarà Elm, nella stessa misura Oak sarà indicato nel caso in cui viviamo il nostro lavoro con un eccessivo senso del dovere. Il rimedio Pine può essere usato nei casi in cui nasca in noi un senso di colpa, forse per non essere riusciti ad aiutare completamente un paziente, oppure Impatiens qualora vogliamo vedere i risultati delle nostre terapie in tempi brevi, dimenticando che la persona che abbiamo in cura ha i suoi tempi. Capita spesso che i terapeuti, specialmente nel mondo delle medicine alternative, siano persone sensibili, forse influenzabili dalle sofferenze altrui, specialmente all’inizio della loro carriera. Walnut è utile per difendersi dalle influenze esterne, Centaury per imparare a dire di no al paziente quando ci viene chiesto troppo, Cerato per riuscire a rimettersi in contatto con il proprio intuito. Se tendiamo a preoccuparci troppo e non lasciare libero il paziente di fare le proprie scelte, forse anche di sbagliare, può essere utile Red Chestnut. Se siamo troppo autoritari imponendo ad altri le nostre idee, Vine sarà di aiuto. Il rimedio Crab Apple è forse quello che tutti i terapeuti hanno bisogno: dopo una giornata di lavoro ci sono state raccontate esperienze di sofferenza e dolore, pensiamo quindi alla quantità di emozioni che abbiamo ricevuto e che queste ci hanno coinvolto emotivamente, per quanto forti di carattere possiamo sembrare. Se addirittura preoccupazioni e pensieri legati al lavoro continuano a rimanere vivi nella nostra mente, senza riuscire a staccare per così dire la spina, White Chestnut potrà aiutarci.
La dr.ssa Bàlzola estrapola nel suo libro un suggerimento molto profondo, sicuramente adatto non solo a coloro che lavorano con i Fiori di Bach, ma a tutti coloro che sono vicini ai malati. Essa dice che “Se consideriamo la malattia come espressione del processo di cambiamento, così come la intendeva Bach, allora non si tratterà più di combatterla, ma di vederne gli aspetti trasformativi, lasciando che da essa emergano l’energia necessaria e la direzione da seguire”.
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