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giovedì 18 luglio 2013

Alla scoperta del MAGNESIO: aiuta a curare quasi tutto, perché pochi lo sanno?



 
 
E’ lo scarto del sale, ma è indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano.
Non a caso, da chi ne conosce le potenzialità, è considerato la panacea di molti mali. E’ facilmente assimilabile ed economico. Ma soprattutto funziona.
E’ l’unico fra i Sali di magnesio ad aver dimostrato la sua efficacia nella terapia delle malattie infettive, grazie all’effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario.
Il Cloruro di Magnesio aiuta a curare “epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastrointestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo e le altre malattie dell’infanzia”.
Come ogni scoperta, anche questa parte da un evento pressoché fortuito: nel 1915 il professor Pierre Delbet, utilizzando una soluzione di cloruro di magnesio per il lavaggio delle ferite, si rese conto di come questa non solo non danneggiasse i tessuti, cosa che – invece – accadeva con gli altri antisettici, ma addirittura facilitasse la guarigione della ferita stessa.
Delbet scoprì inoltre come l’uso del cloruro di magnesio scongiurasse pericolose complicazioni, quali le sovra infezioni batteriche frequenti all’epoca, grazie all’azione di stimolo sull’attività dei globuli bianchi.
Il successivo e importantissimo passo fu scoprire che l’azione di stimolo non era limitata ai globuli bianchi, bensì agisse su tutte le cellule dell’organismo, allargando lo spettro oltre i meccanismi di difesa.
La sperimentazione proseguì somministrando la soluzione anche per via orale, riscontrando – nella maggior parte dei pazienti – il manifestarsi di una sensazione di benessere generale, energia, una maggiore resistenza alla fatica e una maggior stabilità emotiva.
All’epoca, le molte persone che cominciarono ad assumere la soluzione di cloruro di magnesio in qualità di “tonico”, con conseguenze inaspettate sull’organismo, informarono prontamente il professore.
In poco tempo, grazie alle testimonianze dei pazienti, Delbet si ritrovò tra le mani gli effetti della sua “scoperta”. Il cloruro di magnesio aveva fatto scomparire completamente disturbi dell’apparato digerente come coliti, colecistiti e angiocoliti, aveva migliorato in modo esponenziale affezioni del sistema nervoso quali il tremore senile, il morbo di Parkinson, i crampi muscolari. Ancora, effetti sorprendenti erano stati riscontrati nella cura della pelle: acne giovanile, eczema, psoriasi, verruche, geloni, prurito. Infine, Delbet fu in grado di dimostrare come il cloruro di magnesio potesse migliorare lo stato di unghie e capelli, di diverse patologie legate allo stato allergico come il  raffreddore da fieno, l’orticaria, i pruriti di vario genere fino ad arrivare alle emorroidi e all’edema di Quincke. La sua sperimentazione si allargò a tal punto da testare il cloruro di magnesio localmente, sotto forma di pomata: l’effetto non raggiunse il 100% voluto, ma l’applicazione permise di far inscurire buona parte di capelli e barbe sbiancate da anni, o di scolorire le macchie cutanee della “vecchiaia”.
Nelle sue ricerche, Pierre Delbet fu coadiuvato dal Dottor Neveu, ma i benefici del Cloruro di Magnesio hanno interessato parecchi medici e ricercatori, tra cui l’italiano Raul Vergini.
Se gli alchimisti assegnavano la denominazione di Panacea Universale al chermes, minerale ritenuto capace, oltre che di guarire ogni male, anche di prolungare indefinitamente la vita, a questo punto anche il Cloruro di Magnesio potrebbe arrogarsi, senza tema di smentita, lo stesso titolo.
La cosa incredibile è come la carenza di Magnesio sia sempre stata ignorata dai medici come possibile causa di almeno una buona parte dei disturbi che affliggono l’essere umano.
Il Magnesio è un elemento essenziale presente in tutti gli organismi, indispensabile per lo svolgimento di numerose reazioni enzimatiche. L’organismo umano ne contiene circa 25 grammi, localizzati per lo più nelle ossa, nei muscoli, nel cervello e in altri organi come fegato, reni e testicoli.
Il Magnesio ha la capacità di produrre l’equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, come per esempio i reni, alimenta l’acido urico nelle artrosi, ha potere decalcificante fino alle più sottili membrane nelle articolazioni, nelle sclerosi e nelle sclerosi calcificate, quindi è un valido aiuto per prevenire gli infarti poiché purifica il sangue. Rinvigorisce anche il cervello: diversi studi attestano la sua validità nel mantenerne la gioventù, fino alla vecchiaia.
Malgrado tutto ciò, Il Magnesio è – tra tutti gli elementi – il meno somministrato.
La sua importanza è stata, e ancora oggi continua a essere dai più, sottovalutata.
Se è stato dimostrato come, con l’uso del Magnesio, aumenti anche la conta dei globuli bianchi perché questo effetto, che porta il nome di citofilassi, continua a essere ufficialmente trascurato? Come dire che per l’essere umano non sia importante avere la possibilità di aumentare il proprio tono immunitario.
Secondo Padre Beno J. Schorr, professore di fisica, chimica e biologia al Collegio di Santa Caterina “Il Magnesio elimina il calcio dai punti indebiti e lo fissa solidamente alle ossa. Dopo i 40 anni l’organismo assorbe sempre meno magnesio, producendo vecchiaia e dolori perciò deve essere preso secondo l’età. Dai 40 ai 55 anni: mezza dose (una dose = una tazzina da caffè). Dai 55 anni ai 70: una dose al mattino. Dai 70 ai 100 anni: una dose al mattino ed una alla sera”. (1985)
E’ del 1932 la ricerca di Schrunipf-Pierron: la dieta abituale delle popolazioni rurali dell’Egitto forniva quasi due grammi di Magnesio al giorno. Risultato? Tra i contadini egiziani l’incidenza del cancro era 10 volte inferiore a quella delle popolazioni di Europa e USA, mentre quella del cancro allo stomaco addirittura 50 volte minore. Non a caso, anche Delbet orientò la sua ricerca anche in quest’ambito.
Nel quotidiano, Schrunipf-Pierron osservò come i contadini egiziani non soffrissero di raffreddori, influenze, polmoniti e pleuriti. Le loro donne partorivano con estrema facilità, mentre gli anziani conservavano un’ “andatura elegante e armoniosa anche in età molto avanzata”.
Sia chiaro, il Cloruro di Magnesio non è una medicina, bensì un alimento che non ha controindicazioni ma soprattutto è compatibile con qualsiasi cura farmacologica in corso. Ha comunque una peculiarità non indifferente: prenderne una dose per un dolore soltanto fa sì che eventuali altri dolori guariscano comunque, perché il sale mette in ordine tutto il corpo.
Dove trovare Il Magnesio? Presto detto: nei cereali integrali, la soia, i fagioli, i vegetali in genere (se coltivati con metodo biologico), i frutti di mare, cioccolata e cacao. Essendo un prodotto di scarto del sale, va da sé che anche il sale marino sia ricco di Magnesio. Peccato però che l’impego di concimazioni minerali e il raffinamento dei cibi portino alla quasi totale perdita di magnesio. La stessa cottura può portare a un impoverimento dello stesso fino al 70%.
Come scoprire se si è carenti di Magnesio? Molto spesso i sintomi passano per ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, stanchezza eccessiva, disturbi del ciclo mestruale.
Dire che si sarà immuni da tutte le malattie è impossibile, ma sapere che c’è la possibilità di attenuare i dolori e il decadimento del corpo, è già una ragione importante per cominciare ad assumerlo. Anche perché il corpo, nella sua grande intelligenza fisiologica, elimina l’eventuale eccesso da solo. Al massimo, pulirete l’intestino. Che male non fa.
Per quanto mi riguarda, devo ringraziare un erborista che, anni fa, mi ha letteralmente “rimessa al mondo” consigliandomi il Cloruro di Magnesio. La pigrizia a volte prende il sopravvento e io stessa, pur consigliandolo a tutti, dimentico di assumerlo. E gli effetti si vedono. Per quanto mi riguarda, uso il Magnesio Supremo, scelto dopo aver letto il libretto accompagnatorio. Iniziato con il pensiero che comunque male non faceva, ho visto sparire in poco più di una settimana un dolore alla schiena che credevo cronico, e non solo. Potete trovare questo prodotto nelle farmacie più lungimiranti, nelle erboristerie, o ordinarlo online. Francamente dove lo acquistiate non ha importanza. Posso solo dirvi che mi ha aiutata, tanto. Così ho pensato fosse giusto e doveroso, da parte mia, mettervi a parte del mio “piccolo segreto”.
 
Buona vita
 
Cristina Colombera

venerdì 12 novembre 2010

Lo stress e le esigenze alimentari

Precedentemente sono stati pubblicati alcuni post relativi all'alimentazione correlati alle funzioni cerebrali. Questi articoli sono stati presi direttamente dall'interessantissimo libro scritto dal dr. Dharma Singh Khalsa (medico membro dell'American Academy of Anti-Aging Medicine e della Gerontology Society of America) e da Cameron Stauth (scrittrice e autrice di molti articoli comparsi sul The New York Times Magazine, Prevention, Natural Health) dal titolo Il Cervello Giovane. In questo contesto vogliamo ora approfondire quanto questi autori hanno da dirci in relazione allo stress e quanto questa condizione possa incidere sulle nostre esigenze alimentari.
Si deve innanzi tutto precisare che coloro che sono sottoposti a lunghi periodi di stress immancabilmente avvertono una forte condizione di affaticamento psichico con relativa perdita di memoria. E' proprio a causa dello stress che vengono bruciate molte sostanze nutritive, situazione questa che impone una completa revisione del piano alimentare. Lo stile di vita attuale non permette comunque una corretta rigenerazione degli elementi adatti a supportare le normali attività cerebrali; constatiamo un incremento di cibi con uno scarso apporto di componenti minerali e vitaminiche, indispensabili al fabbisogno delle nostre funzionalità cerebrali.
Di questi componenti è indispensabile citarne uno estremamente importante: il magnesio. Precisiamo che questo non è un oligoelemento, bensì un minerale presente in quantità notevole nel nostro organismo, in modo particolare nelle ossa e nei liquidi intracellulari. questo elemento è da considerarsi indispensabile per tutte le forme di vita, interviene infatti in tutti i processi biologici, incluso il metabolismo del glucosio, la produzione di energia a livello cellulare, la sintesi degli acidi nucleici e delle proteine. Garantisce la stabilità elettrica delle cellule, l'integrità delle membrane cellulari, la contrattilità dei tessuti muscolari e la conduttività delle cellule nervose. Regola il tono dei vasi sanguigni ed agisce in sinergia con il calcio; da ricordare che in alcune reazioni (come la sintesi degli acidi nucleici e delle proteine), calcio e magnesio sono antagonisti perchè il primo inibisce questi processi, mentre il secondo li favorisce. Comunque entrambi sono coinvolti nella produzione dell'adenosintrifosfato (ATP), un composto fondamentale dell'energia biologica. Una abbondante carenza di magnesio ècaratterizzata da sintomi quali perdita dell'appetito, nausea, vomito, diarrea, stati confusionali, tremori, perdita della capacità di coordinare i movimenti e a volte crisi convulsive che possono avere un esito fatale. In relazione allo stress ricordiamo che il corpo lo elimina in modo eccessivo quando il livello di cortisolo sale. Dal momento che il magnesio ha un effetto calmante, la sua carenza aggrava gli effetti di stress, di conseguenza una diminuzione di magnesio non è solo causa dello stress, ma causa di stress: esempio tipico di circolo vizioso. Come si è visto prima, nella cellula il calcio ed il magnesio si controbilanciano, e cioè, con l'aumento dell'uno normalmente si ha la diminuzione dell'altro. Al riguardo alcuni studi sui malati di Alzheimer dicono che il deficit di magnesio, solitamente scarso nei neuroni di questi malati, sia responsabile di una delle più tipiche anomalie di questa demenza: l'accumulo di calcio nelle cellule cerebrali.
Abbiamo anche altre sostanze che vengono letteralmente bruciate quando siamo sotto stress, parliamo di due vitamine molto utili perchè importanti antiossidanti: la vitamina C e la E che hanno la funzione di proteggere la cellula, inclusa ovviamente quella cerebrale, dai radicali liberi. La scoperta della vitamina E risale ai primi decenni del novecento. Per la sua importante funzione nella riproduzione di alcune specie animali fu denominata 'tocoferolo', che in greco significa 'portare in grembo'. Per alcuni anni gli scienziati pensavano non potesse svolgere alcuna funzione, mentre oggi si ha la prova che essa è essenziale per la sopravvivenza di tutti gli organismi aerobi. Il tocoferolo è un importante antiossidante, anzi, fu il primo antiossidante ad essere scoperto nella storia della biologia, ed essendo anche in grado di intervenire nei processi di produzione dell'energia, è di estrema importanza nella salute dell'essere umano. La vitamina E svolge un ruolo fondamentale nel sistema nervoso umano, infatti una carenza di questo elemento provoca varie neuropatie che guariscono o regrediscono con la sua somministrazione.
Lo stress accresce il fabbisogno delle proteine e dei carboidrati. E' proprio lo stress che aumenta il ritmo del metabolismo, quindi il fabbisogno di aminoacidi, cioè i mattoni per la costruzione delle proteine, tra l'altro necessari a moltissime attività del sistema nervoso.
Attraverso la secrezione del cortisolo, lo stress aumenta il fabbisogno dei carboidrati, ciò è provocato dal neuropeptide Y, una sostanza chimica prodotta dal cortisolo stesso e che favorisce appunto l'aumento del desiderio di carboidrati; questa è la causa per cui molti soggetti sottoposti a stress o tensione nervosa tendono ad aumentare il consumo di dolci ed alimenti ricchi di amido.
Quanto abbiamo detto ci fa comprendere quanto sia importante regolare la nostra alimentazione in un periodo della storia umana in cui lo stress coinvolge praticamente un po' tutti. La scelta non solo dei cibi ma di veri e propri stili di vita alimentari permetteranno al nostro organismo di resistere a queste sollecitazioni. Il prezzo da pagare non è basso qualora non dovessimo tenere presente l'effetto dei cibi non sani sul nostro organismo, e non per ultimo il nostro cervello.

sabato 7 agosto 2010

Dormire, cibo ed attività motoria aiuta il cervello

Fonte: Ansa.it
Dormire un paio d'ore in più nel week end, ma anche fare una corsetta, o mangiare cibi ricchi di magnesio. La lista dei metodi per tenere in forma il cervello è sempre più lunga: il Daily Telegraph ne ha raccolti ben 10, per tenere in forma la mente e prevenire i danni dovuti all'età. L'ultima ricerca in ordine di tempo è quella dell'università della Pennsylvania, secondo cui con due ore di sonno in più nel fine settimana il cervello si 'ricarica', e produce migliori performance una volta tornati al lavoro.
I ricercatori sono giunti a questa conclusione studiando 159 trentenni in salute che erano costretti a dormire 4 ore a notte per 5 giorni e a cui poi era consentito di dormirne fino a 10. "Le ore di sonno addizionali nel fine settimana hanno un grosso beneficio per il cervello - spiega David Dinges, autore dello studio - e permettono di ritornare a livelli normali di efficienza". Anche il sonnellino pomeridiano è stato 'riabilitato' dagli scienziati: secondo uno studio dell'università della California infatti basta un'ora per aumentare le capacità di immagazzinare nuove informazioni.
Ma oltre al sonno sono molte altre le attività che aumentano le performance cognitive: fra quelle segnalate dal quotidiano ci sono mangiare cibi ricchi di magnesio o cioccolata, prendere il sole, e persino giocare a Tetris.
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