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lunedì 24 settembre 2012

Il proprio tipo di follia...

Albert Einstein

Siamo tutti un po' matti, ma la maggior parte di noi non lo sa, perché frequentiamo soltanto gente con il nostro tipo di pazzia. Vedi dunque quale opportunità ti offro, per apprendere l'uno dall'altro. Solo quando si incontrano persone con pazzie diverse, nasce la possibilità di scoprire gli errori del proprio tipo di follia.

lunedì 5 marzo 2012

Avremmo dato psicofarmaci a Einstein?


Nella mia carriera di psicologo, ho parlato con centinaia di persone a cui erano state in precedenza diagnosticate da altri malattie psichiatriche e mi colpisce: 1) come molti di quelli diagnosticati siano essenzialmente anti-autoritari; e 2) come non lo siano affatto i professionisti che hanno effettuato la diagnosi.
In ogni generazione ci saranno autoritari e anti-autoritari. Sebbene la persona media difficilmente sia dotata del carisma e dell’azione efficace che ispira gli altri alla rivolta di successo, ogni tanto un Tom Paine, un Cavallo Pazzo o un Malcolm X si fa avanti. Così gli autoritari emarginano finanziariamente chi minaccia il sistema, criminalizzando gli anti-autoritari, etichettandoli psicopatologici e commercializzando farmaci per “curarli”.
Gli anti-autoritari, per determinare la legittimità dell'autorità, valutano se essa sa di che cosa sta parlando, se è onesta e se si preoccupa delle persone che sono sotto la sua autorità. E quando scoprono che l'autorità è illegittima, le si oppongono — a volte in modo aggressivo, a volte passivo-aggressivo (ricordiamo Gandhi), a volte con saggezza e altre senza.
Alcuni attivisti lamentano quanto pochi siano gli anti-autoritari oggi. Uno dei motivi potrebbe essere che molti anti-autoritari naturali sono ora psicopatologizzati e medicati prima di poter maturare la coscienza politica delle autorità più oppressive della società. I professionisti della salute mentale, INFATTI, diagnosticano l’anti-autoritarismo una malattia.
Diventare psicologo o psichiatra significa saltare attraverso molti cerchi, che richiedono una notevole conformità alle autorità, comprese quelle per cui manca un sincero rispetto. La selezione e la socializzazione dei professionisti della salute mentale tende ad eliminare molti anti-autoritari. Gradi e credenziali sono principalmente distintivi di conformità. Così per molti di loro, le persone che rifiutano questa conformità sembrano essere di un altro mondo — un mondo diagnosticabile...
Ho trovato che la maggior parte dei professionisti della salute mentale sono non solo straordinariamente compatibili con le autorità, ma anche inconsapevoli della vastità della loro obbedienza. E mi è inoltre diventato chiaro come l’anti-autoritarismo dei loro pazienti crei in loro un’enorme ansia che, a sua volta, alimenta la diagnosi e le terapie.
Se uno come me che ha fatto il suo dovere, studiato e ricevuto buoni voti e che tra i bambini della classe operaia con cui era cresciuto ero considerato relativamente compatibile con le autorità, è stato etichettato nelle scuole di specializzazione come avente "problemi con l'autorità", come sarebbero stati considerati i bambini che si occupavano dei loro interessi, ma a cui non importava abbastanza della scuola da conformarcisi?
Un articolo del Psychiatric Times del 2009 afferma che i problemi più comuni di salute mentale nei bambini e adolescenti sono l’ADHD (definito come scarsa attenzione e distraibilità, scarso autocontrollo e impulsività e iperattività) e l’ODD, alias disturbo di opposizione insolente (definito come un "un modello di comportamento negativistico, ostile e insolente", che include il fatto che "spesso sfida o si rifiuta attivamente di soddisfare le richieste di adulti o le regole" e " spesso discute con gli adulti.")
Lo psicologo Russell Barkley, una delle principali autorità riconosciute della salute mentale sull’ADHD, dice che quelli affetti da ADHD hanno deficit in ciò che egli chiama "comportamento assoggettato alle regole" in quanto sono meno sensibili alle regole delle autorità ufficiali e meno sensibili alle conseguenze positive o negative. Giovani con l’ODD, secondo le autorità tradizionali di salute mentale, pure hanno questa cosiddetta mancanza di comportamento assoggettato alle regole, ed è quindi estremamente comune per i giovani ricevere una "doppia diagnosi" di AHDH e ODD.
Albert Einstein, da giovane, avrebbe probabilmente ricevuto una diagnosi ADHD e forse pure una ODD. Albert non prestava attenzione ai suoi insegnanti, fu bocciato due volte agli esami di ingresso all’università e aveva difficoltà a tenersi il lavoro. Tuttavia, Ronald Clark, biografo di Einstein (Einstein: The Life and Times) afferma che i problemi di Albert non derivavano da deficit di attenzione, ma piuttosto dal suo odio per la disciplina prussiana, autoritaria, nelle scuole. Einstein disse: "gli insegnanti nella scuola elementare mi apparvero come sergenti e nella palestra gli insegnanti erano come luogotenenti."All'età di 13 anni, Einstein leggeva la difficile Critica della ragion pura di Kant— perché ne era interessato. Clark ci dice anche che Einstein si rifiutò di prepararsi agli esami di ammissione all’università come ribellione contro l’"insopportabile" percorso stabilito dal padre verso una " professione pratica". Una volta ammesso, un professore disse ad Einstein: "Tu hai una difetto: non ti si può dire nulla." Le esatte caratteristiche di Einstein che sconvolsero così tanto le autorità erano esattamente le stesse che gli permisero di eccellere.
Molte persone con ansia grave e/o depressione sono anche anti-autoritari. Spesso un dolore importante nella loro vita che alimenta la loro ansia e/o la depressione è la paura che il loro disprezzo per le autorità illegittime causerà loro di essere economicamente e socialmente emarginati, mentre allo stesso tempo temono che la conformità a tali autorità illegittime li condurrà alla morte esistenziale.
Inoltre persone che hanno avuto nella loro vita pensieri e comportamenti così bizzarri da essere estremamente spaventosi per le loro famiglie e se stessi e che erano stati diagnosticati con schizofrenia e altre psicosi, si sono pienamente ripresi e conducono una vita produttiva. Tra questi, non ho incontrato una persona che non avrei considerato un forte anti-autoritario. Una volta recuperate, hanno imparato a canalizzare il loro anti-autoritarismo in più costruttivi fini politici, tra cui la riforma del trattamento mentale.
Gli autoritari, per definizione, esigono obbedienza incondizionata e così ogni resistenza alla loro diagnosi e trattamento ha creato un’ansia enorme per i professionisti autoritari della salute mentale; tali professionisti, sentendoli fuori controllo, li hanno etichettati "non rispondenti al trattamento” con aggravamento delle loro diagnosi e hanno aumentato loro i farmaci. Questo è stato talmente sconvolgente per questi anti-autoritari, che essi hanno reagito a volte in modi che li hanno fatti sembrare ancora più spaventosi alle loro famiglie.
Ci sono anti-autoritari che fanno uso di farmaci psichiatrici per aiutarsi a “funzionare”, ma spesso rifiutano le spiegazioni delle autorità psichiatriche sul perché essi hanno difficoltà di funzionamento. Così, ad esempio, possono prendere Adderall (un'anfetamina prescritta per l'ADHD) pur sapendo che il loro problema di attenzione non è il risultato di uno squilibrio biochimico del cervello ma piuttosto causato da un lavoro noioso. E allo stesso modo, molti anti-autoritari in ambienti altamente stressanti occasionalmente assumono benzodiazepine prescritte come Xanax anche se sanno che sarebbe più sicuro non prenderne.
E' mia esperienza che molti anti-autoritari etichettati con diagnosi psichiatriche solitamente non rifiutano tutte le autorità, ma semplicemente quelle che hanno valutato essere illegittime, e purtroppo ce ne è una grande quantità al giorno d’oggi.
Il pubblico viene sempre più portato a equiparare disattenzione, rabbia, ansia e forte disperazione a una condizione medica e a cercare cure mediche piuttosto che rimedi politici. Quale modo migliore per mantenere lo status quo che visualizzare disattenzione, rabbia, ansia e depressione come problemi biochimici di coloro che sono mentalmente malati piuttosto che normali reazioni a una società sempre più autoritaria?
La realtà è che la depressione è fortemente associata a dolori sociali e finanziari. E’ molto più probabile essere depressi se si è disoccupati, sottoccupati, a carico della pubblica assistenza, o in debito (per la documentazione, vedere "aumento del 400% nell’uso delle pillole anti-depressive"). E i bambini etichettati con ADHD (come documentato nel mio libro Commonsense ribellion) dimostrano più attenzione quando sono pagati, o quando un'attività è nuova, o li interessa o viene scelta da loro.
In un precedente medioevo le monarchie autoritarie si sono alleate con istituzioni religiose autoritarie. Quando il mondo è uscito da questa età buia per entrare nell'Illuminismo, c'è stata una sferzata di energia. Gran parte di questo rilancio ha avuto a che fare con lo scetticismo verso istituzioni autoritarie e corrotte e il riappropriarsi della fiducia nella propria mente. Siamo ora in un altro medioevo, solo le istituzioni sono cambiate. Abbiamo un disperato bisogno di anti-autoritari che interroghino, sfidino e resistano alle nuove autorità illegittime per riconquistare la fiducia nel nostro buon senso.

AlterNet – 20 febbraio 2012
di Bruce Levine, psicologo
http://www.alternet.org/health/154225/would_we_have_drugged_up_einstein_...

martedì 22 giugno 2010

La percezione della nostra vita: il paradigma


(informazioni tratte dal libro ‘Il Successo non capita per caso’ del dr. Lair Ribeiro)
Uno dei modelli più utilizzati per spiegare come gli individui percepiscono un determinato avvenimento o stato è l’esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto; effettivamente alcuni percepiscono il bicchiere nelle due rispettive condizioni. Una cosa comunque è certa, e cioè che il bicchiere è esattamente lo stesso nelle rispettive situazioni, ciò che cambia invece è la percezione che se ne può avere. Quando percepiamo la nostra vita ed in modo particolare quando parliamo della felicità, l’atteggiamento che abbiamo in relazione a ciò che accade nella vita stessa è molto importante in quanto ciò che conta non è esattamente quello che accade, ma bensì come noi rispondiamo agli avvenimenti. È indubbio che la vita ci presenta momenti felici e momenti tristi; il modo in cui approfittiamo delle circostanze di ciascuno di quei momenti dipende solo da noi, e da qui sta il segreto della felicità.
Nella Programmazione Neuro Linguistica si parla spesso di paradigmi. Letteralmente questo termine significa modello, archètipo. Nel contesto della PNL il paradigma è la forma in cui l’essere umano percepisce il suo mondo. Al riguardo si potrebbero fare moltissimi esempi per descrivere un paradigma, o modello di vita. Si pensi a come viene considerata l’ospitalità in Alaska: l’ospite deve passare la prima notte con la moglie del padrone di casa, il rifiuto è considerato un affronto! Ben diversa invece la situazione nei paesi arabi; in alcuni paesi addirittura guardare in viso una donna potrebbe essere interpretato come affronto. Quale sia l’atteggiamento corretto dipenderà dal nostro paradigma, attraverso il quale noi diamo un giudizio.
Questo fenomeno lo si può trasportare anche nel mondo della scienza e della ricerca. Non tutto quello che sappiamo ha una spiegazione scientifica; non tutto quello che la scienza è in grado di spiegare oggi avrà un valore assoluto anche domani. Un esempio emblematico di paradigma nel mondo della scienza fu la scoperta di Galileo Galilei: affermare che il sole era al centro del sistema solare e la terra gli girava intorno. Per andare contro il paradigma di quel tempo Galileo Galilei finì addirittura in carcere. Un altro esempio più vicino ai giorni d’oggi sono le scoperte del grande fisico Albert Einstein il quale andò ad invalidare buona parte della fisica newtoniana. Terapeuti esperti in PNL riescono a risolvere una fobia in circa cinque minuti quando invece la normale psicanalisi sostiene che ci vogliono mesi, se non anni. Sono particolarmente vere le parole del dr. William James: un’idea nuova viene prima condannata perché ridicola, poi dimenticata perché banale e per essere alla fine accettata e finalmente entrare a far parte della cultura generale (e diremmo noi , diventare un paradigma!).
Mark Twain disse che quando l’unico strumento che abbiamo nelle mani è un martello, pensiamo che ogni problema che si presenta nella nostra vita sia un chiodo! Questo concetto viene applicato in quasi tutte le professioni. Pensiamo ad esempio a come un chirurgo affronta una determinata patologia, nella maggioranza dei casi, nell’ambito della sua specializzazione, tenterà di risolverla con la chirurgia, ben difficilmente accetterà che esista un’altra possibilità; la stessa cosa avviene con la psicanalisi, l’esempio accennato prima dimostra che il paradigma, il modello della percezione della vita, condiziona le scelte e le opinioni delle persone.
Thomas Kuhn, è stato uno storico della scienza e scrisse ‘La struttura delle rivoluzioni scientifiche’, la sua opera più celebre e conosciuta. Kuhn sosteneva che la scienza invece di progredire gradualmente verso la verità è soggetta a rivoluzioni periodiche che egli chiama ‘slittamenti di paradigma’. Dopo aver analizzato le scoperte scientifiche degli ultimi 400 anni era giunto alla conclusione che quando uno scienziato incontra un dato privo di senso all’interno di un paradigma, ci sono due possibilità: o ignora quel dato, o tenta di inquadrarlo nel paradigma vigente; la terza opzione, e cioè mettere in discussione il paradigma e trasformarlo, è quella seguita dai pochi scienziati che emergono e contribuiscono in modo decisivo al progresso dell’umanità.

mercoledì 27 gennaio 2010

Caro Albert, che emisfero usavi?


Alla fine degli anni sessanta il prof. Roger Sperry della California riceve il premio Nobel per le sue ricerche sulla corteccia cerebrale, lo strato più estremo del cervello. Parte delle sue ricerche affermano che i due emisferi cerebrali, cioè il destro ed il sinistro, tendono a dividersi le più importanti funzioni cerebrali. Come accennato precedentemente, l’emisfero sinistro svolge prevalentemente una funzione legata alla logica del pensiero; si focalizza sui dettagli, elabora i concetti matematici, è sempre concreto e vuole vedere i fatti, spazia nel presente e nel passato, solitamente elabora le informazioni in bianco e nero, si orienta su di una memoria ripetitiva, quindi a breve termine e riesce a svolgere dalle 5 alle 9 attività contemporaneamente. Di contro l’emisfero destro riesce a svolgere circa 64.000 attività contemporaneamente, percepisce le cose nel loro insieme, lavora con una memoria associativa, quindi a lungo termine, spazia nel presente e nel futuro, elabora le informazioni a colori e soprattutto ama elaborare concetti filosofici, ha fantasia.

La suddivisione che abbiamo visto non deve comunque essere intesa come assoluta; intendiamo le caratteristiche dei due emisferi come dominanti rispetto ad alcune attività più marcate, infatti entrambi gli emisferi sono competenti in tutte le aree cerebrali. Un’altra indicazione data dal prof. Sperry è che le abilità menzionate sono in effetti distribuite su tutta la corteccia.

Oltre a quanto detto ricordiamo che i due emisferi cerebrali sono collegati fra di loro da una membrana chiamata corpo calloso; questa struttura trasmette informazioni da una parte all’altra del cervello, permettendo quindi lo scambio di informazioni tra gli emisferi. Una particolarità: i soggetti femminili hanno più sviluppata questa struttura, ciò permette alle donne di svolgere più funzioni contemporaneamente rispetto agli uomini.

Il fatto comunque di identificare un’abilità (esempio capacità nella logica o nel calcolo o ancora nella creatività) ad un preciso emisfero porta a definire un soggetto con un emisfero cerebrale dominante rispetto all’altro, errore per molto tempo commesso da esperti nel campo dello sviluppo cognitivo. Ad esempio si tendeva dire o etichettare un soggetto con l’emisfero sinistro dominante e quindi particolarmente capace nella logica e nell’analisi ma con poca fantasia (deficit dell’emisfero destro). Se esaminiamo attentamente i grandi personaggi che sono stati definiti ‘geni’ nei loro rispettivi campi notiamo che sono riusciti a portare a termine le loro ricerche divenendo innovativi, o geniali, grazie all’utilizzo di tutti e due gli emisferi. Il caso in assoluto più eclatante della storia scientifica moderna è sicuramente Albert Einstein, genio che apparentemente potremmo collocarlo nel gruppo nei soggetti che predominano nell’utilizzo dell’emisfero sinistro, etichettandolo come uomo di scienza, accademico, intellettuale. È proprio grazie alla sua grande fantasia, alla sua capacità di scatenare la sua immaginazione a portarlo al completamento della teoria della relatività; è ormai famoso il suo viaggio immaginario a cavallo di un raggio solare alla velocità della luce: tutto ciò dimostra che la sua fervida immaginazione aiutò notevolmente la sua logica.
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