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martedì 26 aprile 2011

Zucchero e malattie mentali: un legame sorprendente

Un noto psichiatra e ricercatore britannico, Malcolm Peet, ha condotto uno studio per analizzare il rapporto fra la dieta e le malattie mentali. Già una prima parte dello studio ha dato un esito sorprendere: pare vi sia un forte legame tra il consumo di zucchero e il rischio sia di depressione che di schizofrenia .
In effetti, ci sono due potenziali meccanismi attraverso i quali l'assunzione di zucchero raffinato sia in grado di esercitare un effetto tossico sulla salute mentale.
In primo luogo, lo zucchero sopprime di fatto l'attività di un ormone della crescita chiave nel cervello denominata BDNF (attivo nell'ippocampo e nella corteccia cerebrale, regioni chiave nei processi di apprendimento, memoria e pensiero; il BDNF promuove la differenziazione di nuovi neuroni e delle loro parti costituenti, cioè assoni, dendriti e sinapsi - ndt), . Questo ormone promuove la salute ed il buon funzionamento dei neuroni nel cervello e gioca un ruolo vitale nella funzione della memoria innescando la crescita di nuove connessioni tra i neuroni. I livelli di BDNF sono criticamente bassi sia in caso di depressione che di schizofrenia, il che spiega perché entrambe le sindromi spesso portano ad un danno nelle regioni cerebrali (in effetti la depressione cronica determina un danno cerebrale). Ci sono anche prove svolte su animali in cui una bassa quantità di BDNF può innescare la depressione .
In secondo luogo, il consumo di zucchero innesca una cascata di reazioni chimiche nel corpo che promuovono l'infiammazione cronica. In determinate circostanze, come quando il corpo umano ha bisogno di guarire da una ferita, una minima quantità di infiammazione può essere una buona cosa, dato che può aumentare l'attività immunitaria e il flusso di sangue alla ferita. Ma nel lungo periodo, l'infiammazione è un grosso problema. Si interrompe il normale funzionamento del sistema immunitario e va in collisione con il cervello.
L'infiammazione è associata ad un aumentato rischio di malattie cardiache, diabete, artrite e persino alcune forme di cancro; è anche legato a un maggiore rischio di depressione e schizofrenia. E ancora, mangiare zucchero raffinato scatena l'infiammazione.

Fonte: VegSource, Dietary Sugar and Mental Illness: A Surprising Link, 26 aprile 2011

Traduzione di Ezio Rittà

domenica 2 maggio 2010

Le regole per disegnare una Mappa Mentale

Per poter creare una buona Mappa Mentale si devono osservare alcune regole che risultano essere fondamentali, questo perché osservandole riproduciamo gli stessi principi sui quali il cervello umano lavora. In qualunque caso si tenga presente che queste regole non sono così ferree da bloccare la nostra creatività. La realizzazione di una mappa implica, come abbiamo compreso, l’uso dei due emisferi; se l’emisfero sinistro svolgerà la sua funzione di logica rappresentativa attraverso la scrittura di parole, numeri e linee, l’emisfero destro avrà libero sfogo con la creatività, la fantasia, l’uso dei colori e delle immagini più adatte alla rappresentazione. Ne consegue quindi che queste regole devono essere osservate ed applicate con molta elasticità, in funzione della stesura della mappa stessa e della funzione per cui è stata creata. Queste regole potrebbero essere suddivise in tre gruppi:

1. Regole di Struttura;
2. Regole di Creatività;
3. Regole di Utilità


Esaminiamo ora questi tre gruppi. Attraverso questa analisi avremo la possibilità di capire sia l’utilizzo pratico delle Mappe Mentali e quando utilizzarle in funzione del loro impiego.

Regole di Struttura: con questo primo raggruppamento definiamo la struttura base della nostra mappa. Sono le regole base che ci permettono di dare vita alla mappa e ci consentono di identificare l’argomento che analizziamo con i relativi approfondimenti. In questo gruppo andremo ad identificare:

· Il soggetto di partenza;
· I rami principali enfatizzati con una sola parola-chiave;
· Dei rami secondari subordinati ai primi, con indicata una sola parola o piccole frasi.


Al fine di una maggiore comprensione analizziamo l’immagine che segue. Questa è una semplice mappa che ha lo scopo di analizzare il termine AMORE.



Potremmo chiedere ad una ipotetica persona: “Cosa ti fa venire in mente la parola AMORE?” Attraverso questa semplicissima mappa il suo creatore ha dato una sua interpretazione a questo termine; ha in pratica scritto cinque parole-chiave e cioè: Natura, Famiglia, Libertà, Amici e Patria. Per lui esiste l’Amore per la Natura, l’Amore per la Famiglia, l’Amore per la Libertà, l’Amore per gli Amici ed infine l’Amore per la Patria. Senza ombra di dubbio queste quattro definizioni si adattano perfettamente al termine AMORE. Questa prima mappa racchiude due identificazioni delle Regole di Struttura e cioè il soggetto di partenza (AMORE) ed i rami principali definiti da una sola parola chiave (natura, famiglia, libertà, amici e patria). Ma esaminiamo ora l’immagine che segue.





In questa seconda mappa vediamo l’aggiunta di rami secondari subordinati ai primi. Ad esempio all’esponente ‘Libertà’ troviamo la parola ‘schiavitù’, termine che si lega al primo come significato opposto; altra parola ‘politica’ che con le parole aggiuntive ‘dittatura’ e ‘diritti civili’ ben si legano come significato all’esponente ‘Libertà’. La stessa cosa si ripete per le altre quattro parole-chiave. Questa semplice Mappa Mentale ci dimostra il concetto di Pensiero Associativo: una parola collegata all’altra, unite da un senso comune. In questa mappa abbiamo definito 18 rami secondari, 4 rami principali con relativi termini, tutti collegati all’esponente AMORE. Potremmo continuare? Certamente! Dalla parola ‘dittatura’ potremmo agganciare altri termini correlati come ‘democrazia’, ‘comunismo’, ‘socialismo’, e via dicendo. Una cosa è certa: potremmo andare all’infinito! E ciò non solo per la parola AMORE, ma qualunque essa sia. E forse ora abbiamo, attraverso questa piccola Mappa Mentale, capito il significato di Pensiero Radiante!

Regole di Creatività: questo secondo raggruppamento chiama in causa l’utilizzo dell’emisfero destro del nostro cervello. Se nel raggruppamento precedente andavamo a definire la struttura delle Mappe Mentali, in questo insieme terremo presente:

· Utilizzo di colori, simboli e disegni;
· Scrittura stampatello e se possibile in tridimensionale;
· Abbracciare uno o più rami dello stesso argomento con l’ausilio dei colori;
· Dare un ordine numerico ai rami principali o secondari (con numeri o lettere).


In questo raggruppamento la fantasia e la creatività predominano sulla struttura. Se precedentemente avevamo definito l’ossatura della nostra mappa, in questa diamo libero sfogo alla componente creativa. Da notare che se prima la struttura poteva essere rappresentata o disegnata da più persone nello stesso modo o comunque in maniera molto simile, ora ogni individuo apporterà la propria creatività e molto difficilmente troveremo due mappe eguali o comunque simili. La scelta dei colori, dei disegni e dei simboli daranno un’impronta personale alla mappa. Nonostante ciò, anche solo attraverso immagini, simboli, disegni, una mappa può essere ‘letta’ da chiunque, indipendentemente dalla lingua parlata. Questo contraddistingue le Mappe Mentali come un linguaggio universale, capace di trasmettere informazioni a chiunque. Quando inseriamo delle immagini in una mappa permettiamo al nostro cervello di stimolare la nostra capacità mnemonica e di apprendimento; infatti le stesse immagini hanno la capacità di stimolare un vasto campo di funzioni della corteccia cerebrale quali la percezione del colore, delle linee e della estensione della struttura. In riferimento all’utilizzo del colore sono stati fatti studi riguardanti la creatività e la memoria, ciò in contrapposizione all’utilizzo della monocromia. Si è capito che se utilizziamo più colori nella scrittura, miglioriamo di circa l’80% della capacità mnemonica rispetto alla monocromia, inoltre la comprensione della lettura aumenta di circa il 70%.

In relazione alle Regole di Creatività esaminiamo ora la Mappa Mentale che segue. Se la compariamo che le due precedenti, ed in particolar modo con la seconda, il soggetto di partenza in questo ultimo caso non è riportato per scritto (nella seconda veniva riportata la parola AMORE) ma è presentata con l’immagine di un AEREO. Ritroviamo i rami principali con quattro parole-chiave ed i rispettivi 10 rami secondari. In questa terza mappa la componente creativa è data dall’utilizzo di differenti colori (rosso, blu, viola e verde) e da piccole immagini; ognuna d’esse vuole rappresentare in modo visivo il significato delle parole dei rami secondari.

Questa Mappa Mentale è strutturata in modo molto semplice, dove si vuole rappresentare il significato del termine VOLARE: volare può rappresentare la libertà, libertà dalla schiavitù, libertà economica e libertà politica; volare può anche portare a sognare, sognare l’amore e la vittoria; volare è sicuramente viaggiare, conoscere nuovi orizzonti, non avere limiti e viaggiare verso il futuro; in ultimo volare rappresenta il futuro, un futuro in cui non saremo mai soli e con una visione ottimistica della vita!

Nell’ambito delle Regole di Creatività spendiamo alcune parole per capire l’uso del colore nella stesura delle Mappe Mentali. L’emisfero destro è molto sensibile al colore quando questo viene inserito in una metodica per l’insegnamento e la memorizzazione. Pare che grazie ai colori il nostro cervello riesca ad aumentare il potere di memorizzazione fino all’80%, nella stessa misura ad aumentarne la cognizione. Oltre alla memorizzazione, i colori permettono sempre al nostro emisfero destro di incrementare la nostra creatività. La scienza ufficiale ha ormai potuto constatare l’influenza che i colori e la luce colorata hanno sulla vita degli esseri umani. Basti pensare che recenti scoperte (teoria dei biofotoni) hanno dimostrato che luce colorata a bassissima intensità viene emessa dalle cellule e costituisce un rapido mezzo di comunicazione intracellulare. Altre ricerche mediche hanno constatato che una camera da letto con pareti dipinte di azzurro o blu chiaro stimolano il rilassamento notturno, combattono l’insonnia e diminuiscono il battito cardiaco. Tutto ciò, anche se in piccola scala e come accenno informativo, ci dimostra l’importanza del colore nella vita degli esseri umani. Per quanto riguarda le Mappe Mentali, i colori oltre a stimolare la creatività permetteranno di contraddistinguere le informazioni per aree tematiche o per l’ordinamento secondo livelli di interesse. L’immagine della mappa dimostra come ogni ramificazione segua una sua colorazione specifica, sia nel colore del ramo che nella sua scrittura, senza necessariamente tenerne conto come espressione emotiva. Si è utilizzato il colore ROSSO, BLU, VIOLA e VERDE per distinguere i quattro argomenti principali relativi all’esponente VOLARE.

Ogni colore produce un suo stato emotivo. La tabella che segue ha la funzione di rappresentare il colore con il suo stato emotivo corrispondente. Ovviamente le informazioni che seguono devono intendersi come nozioni di base; il lettore potrà approfondire l’argomento alla voce cromoterapia.

ROSSO
Forza, energia, emozioni, passione, calore
VERDE
Natura, crescita, equilibrio, continuità, progresso
GIALLO
Idee, creatività, ottimismo, nuove nozioni
BLU
Controllo, razionalità, analisi logica, guadagno (denaro)
VIOLA
Fantasia, spiritualità, armonia
BIANCO
Purezza, superiorità, indice di positività
NERO
Formule, esattezza, indice di negatività


Regole di Utilità: questo ultimo raggruppamento è definito di utilità in quanto apporta dei suggerimenti al fine di rendere più leggibile la mappa e per definire un ordine logico di creazione. Innanzitutto suggerisce di disegnate le ramificazioni mai più corte (o troppo lunghe) rispetto alla parola o la frase; ovviamente questo consiglio deve essere valutato in funzione dell’argomento che viene trattato nella stesura della mappa stessa. In linea di massima questo accorgimento dovrebbe essere sempre applicato, proprio perché renderà la nostra mappa decisamente più leggibile per il nostro cervello; se lasciamo troppo spazio libero su di un ramo, la lettura della parola risulterà essere isolata e non permetterà di essere agganciata alle parole delle sottoramificazioni, in pratica il cervello dovrà impegnarsi troppo per seguire un filo logico di lettura. Ricordiamo che una Mappa Mentale dovrà diventare, con il tempo, il risultato di un’opera armoniosa e piacevole per il nostro cervello, più questo avverrà, maggiore sarà la facilità con cui il nostro cervello memorizzerà le informazioni, oltre a ciò impartirà nuovi stimoli per la creatività. Un altro suggerimento è quello di disporre il foglio su cui si disegna sempre in orizzontale; la creazione di una mappa con sviluppo in orizzontale risulta essere più leggibile per il nostro cervello, oltre a ciò, è nostra abitudine scrivere in orizzontale, quindi usare un foglio in orizzontale aiuterà il disegnatore alla creazione dei rispettivi rami con più facilità. Un altro suggerimento molto importante è quello di iniziare la creazione del primo ramo principale in alto tendenzialmente verso destra, i successivi seguiranno il senso orario. Questa regola ci può tornare utile quando usiamo la mappa per prendere appunti o per descrivere una sequenza; se seguiamo questo suggerimento sapremo sempre l’ordine logico della nostra mappa. In ultimo, sviluppare il proprio stile, senza dimenticare che ogni mappa è differente dall’altra, ciò in funzione dell’utilizzo. A quanto abbiamo detto potremmo aggiungere altri suggerimenti che comunque seguono la logica di una struttura; ad esempio il soggetto di partenza deve essere collocato al centro del foglio, inoltre le parole dei rami principali dovranno essere sempre più grandi o più enfatizzati rispetto alle parole dei rami secondari, come anche il disegno dei rami principali dovranno risultare più spessi o più colorati rispetto ai rami secondari. Resta inteso che questi suggerimenti devono essere visti come accorgimenti per rendere più leggibile una mappa. Qualora dovessimo apportare molte informazioni in una mappa al punto da renderla molto fitta, probabilmente la linearità e l’essenzialità delle linee sarà d’obbligo al fine di avere più spazio per la scrittura e meno per disegni o simboli, accantonando forse un po’ la fantasia ed apportando un pizzico di ordine e logica. Comprendiamo quindi il grande valore di una Mappa Mentale: possiamo utilizzare prevalentemente il nostro emisfero sinistro quando dobbiamo rappresentare molte informazioni ben ordinate, abbinare le funzionalità dei due emisferi per rendere piacevole, leggibile e memorizzabile una serie di informazioni ed in ultimo dare sfogo all’emisfero destro con mappe anche solo con disegni e quasi nessuna parola. Quando applicare queste tre possibilità? A noi la scelta, l’importante è divertirsi!

lunedì 26 aprile 2010

Le Mappe Mentali: cosa sono

La Mappa Mentale può essere definita come ‘la rappresentazione grafica di ciò che noi pensiamo’. Questa dichiarazione è ovviamente molto semplicistica e sicuramente non risponde alla domanda posta all’inizio di questo capitolo. Per poter far questo è necessario focalizzarci proprio sul termine ‘rappresentazione’. Infatti la mappa mentale è innanzi tutto un sistema rappresentazionale del nostro pensiero. Attraverso una rappresentazione grafica abbiamo la possibilità di utilizzare l’emisfero destro e l’emisfero sinistro. Attraverso l’unione di questi due elementi, uniremo il prodotto dell’emisfero sinistro, deputato all’analisi logica di un pensiero, ed il prodotto dell’emisfero destro, deputato alla componente creativa.
Approfondiamo ora il concetto di ‘sistema rappresentazionale’. Diciamo innanzi tutto che esso è la prerogativa di ogni essere umano, infatti ognuno di noi ha la capacità di rappresentare dentro di sé ciò che pensa, ciò che crede, ciò che vede, ciò che sente. Come lo fa? Attraverso tre canali d’ingresso attraverso i quali si possono registrare le informazioni che provengono dal di fuori: il visivo, l’auditivo ed il cenestesico. Non dimentichiamo, infatti, che ogni individuo percepisce una sua realtà sulla base delle proprie credenze, dei propri valori, delle proprie esperienze vissute fino al momento in cui riceve un’informazione. Ciò dimostra che ogni essere umano, nel momento in cui lo osserviamo, interpreta la realtà in un determinato modo; questa è sua, sicuramente differente da ogni altro essere umano presente, in quel momento, sulla faccia della terra. Il più delle volte l’incapacità di essere capiti o capire, l’impossibilità di accettare o essere accettati, nasce proprio da questa condizione: differenti modi di interpretare e quindi vivere la realtà. Tutto ciò fa capire che la realtà è soggettiva ed ognuno di noi la crea in funzione del proprio pensiero.
Le Mappe Mentali sono uno strumento estremamente creativo, infatti attraverso l’immaginazione si ha una gestione delle informazioni senza passare per l’elaborazione di traduzione delle idee in vocaboli mediante il riepilogo, la costruzione linguistica e le norme grammaticali della lingua. Le Mappe Mentali hanno come fattore principale la regola del pensiero associativo, che è poi il sistema con cui la mente umana processa le informazioni. In buona sostanza il cervello riceve un’informazione, questa viene associata ad un’altra già presente nella memoria, generando così la rappresentazione di una realtà, nata a sua volta dalle componenti del sistema rappresentazionale. Il pensiero associativo quindi è l’insieme di connessioni neuronali attraverso sinapsi per la registrazione di immagini, emozioni, pensieri, percezioni. Con la Mappa Mentale noi dialoghiamo nella stessa lingua del cervello, attingendo informazioni o fornendo dati immediatamente pronti per essere immagazzinati; in questo modo si eliminano tutte le fasi di decodificazione ed interpretazione delle informazioni.
Dopo aver analizzato il sistema rappresentazionale e il meccanismo del pensiero associativo, soffermiamoci sul concetto del pensiero radiante. Per comprendere questo concetto esaminiamo la funzionalità del computer. Il microprocessore di un elaboratore elettronico lavora in una sola maniera: in modo lineare e sequenziale; questi è in grado di leggere, elaborare e scrivere informazioni in una memoria o verso altri dispositivi digitali. Il cervello umano lavoro in modo radiante, quasi esplosivo. I pensieri non seguono mai una direzione lineare, tanto meno logica; essendo radianti sono il prodotto di circa un milione di successioni chimiche che hanno luogo ogni secondo a livello neuronale. I pensieri, in pratica, seguono più direzioni simultaneamente, rimbalzando da un neurone all’altro per poi ritornare al flusso di partenza. Questo concetto è indispensabile per dare vita al pensiero associativo, indispensabile per la rappresentazione della nostra realtà.

mercoledì 27 gennaio 2010

Maria Montessori, esempio di neuroplasticità


Un altro errore che soprattutto un tempo si commetteva era quello di identificare determinate abilità come maschili o femminili. Tendenzialmente si pensava che le attività intellettuali, le attività in cui sia necessaria molta logica, l’utilizzo dei numeri, la predisposizione agli affari, alla severa razionalità, fossero una prerogativa del cervello sinistro e quindi sostanzialmente maschile; di contro tutte le attività creative ed artistiche, attività irrazionali, attività in cui siano chiamate in causa le emozioni avessero una connotazione tipicamente femminile, e quindi dell’emisfero destro. Questo pensiero ha portato in passato non solo a discriminare scelte professionali o accademiche, ma a incanalare funzioni tipicamente logiche o scientifiche ad esclusivo appannaggio dei soggetti maschili e funzioni artistiche e creative a soggetti femminili. Un esempio emblematico è stata la storia di Maria Montessori, nata nel 1870 e morta nel 1952, quindi vissuta negli anni a cavallo alla fine del 1800 e l’inizio del 1900. Questa donna straordinaria già dai primi anni di studio manifestava un particolare interesse per le materie scientifiche, in modo particolare la matematica e la biologia, circostanza questa che le causerà non pochi contrasti con gli stessi genitori i quali l’avrebbero voluta avviare alla carriera dell’insegnamento. Andando contro sia le aspettative della famiglia e del mondo scientifico dell’epoca, si laureò alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza nel 1896, divenendo una delle prime donne a laurearsi in medicina dopo l’unità d’Italia. Se studiamo la sua vita, l’apporto che diede alla pedagogia ed alla considerazione del bambino come essere completo (sia con deficit psichici che normali), capace di sviluppare energie creative e possessore di dispositivi morali quali l’amore, dimostrano come questa donna abbia avuto il coraggio di presentare al mondo intero il suo metodo didattico, viaggiando in più parti del mondo e schierandosi apertamente a favore dei diritti delle donne. In questo caso l’utilizzo dell’emisfero destro e di quello sinistro hanno contribuito alla realizzazione di una vita veramente unica e straordinaria.

Grazie ai progressi della neuroscienza, la neuroplasticità ci conferma che il nostro cervello ha la capacità di convertire le sue congiunzioni sinaptiche. Ne consegue che ogni volta che impariamo, facciamo esperienza o anche solo visualizziamo qualcosa di nuovo, il cervello processa le informazioni creando connessioni sinaitiche e codificando nei neuroni l’esperienza vissuta o immaginata. Questo ci fa comprendere come il cervello umano abbia la capacità di adattarsi agli stimoli che riceviamo dal mondo esterno o che viviamo attraverso l’immaginazione, modificando di conseguenza il nostro comportamento. Noi cambiamo ogni volta che leggiamo materiale che ci arricchisce, ma nella stessa misura possiamo cambiare qualora leggessimo informazioni che ci danneggia; la stessa cosa avviene con la visione televisiva di programmi che possono addirittura modificare il nostro comportamento. Ma ciò che può conferirci maggiori capacità cognitive è la facoltà di mantenere equilibrati i due emisferi. Non di rado troviamo soggetti con grandi capacità di ricercare cose nuove e all’avanguardia, ma con estrema difficoltà ad applicarle o memorizzarle nella routine quotidiana, altri invece sono talmente rigidi nel vivere una vita senza voler ricevere nuovi stimoli da non voler imparare nulla di nuovo. Al riguardo imparare nuove tecniche di memorizzazione o di studio aiuterà il cervello ad aumentare le proprie potenzialità. Le Mappe Mentali ci permettono di integrare le funzionalità cerebrali, apportando vantaggi non indifferenti alla nostra vita pratica. Si pensi ad uno studente il quale deve capire pienamente il significato di argomenti o concetti letti o ascoltati dagli insegnanti. Un metodo veloce ma soprattutto efficace gli permetterà di memorizzarlo nel tempo e renderlo quindi pratico e funzionale per il suo apprendimento. Nella stessa misura un ricercatore ha necessità di valutare moltissime informazioni, queste poterle comparare, forse sovrapporle come significato ed utilizzarle per le sue indagini; la Mappa Mentale in questo caso è uno strumento di grande utilità per questa applicazione.
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