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giovedì 5 maggio 2011

Forma Mentis: Ogni pensiero ha la sua firma chimica

Tutti i ricordi hanno una componente emozionale ad essi associata. Questo ci fa capire che quasi tutti i pensieri hanno una base emozionale e quando questi vengono rievocati, ognuno di noi attua una strategia di associare al ricordo, come anche le emozioni che sono state inizialmente archiviate insieme ai pensieri.
Nell'arco del tempo, quindi in funzione delle nostre esperienze, di ciò che vediamo, di ciò che leggiamo, raduniamo i nostri ricordi combinati in relazione a luoghi, persone, cose, eventi con una propria associazione emozionale, accendendo quindi le reti neurali collegate con ciascuno d'essi.
Ne consegue ciò che viene definita forma mentis, locuzione latina che letteralmente significa 'impostazione della mente'. In pratica ci si riferisce al modo di pensare ed agire o all'abitudine di una persona. Una volta attivata, questa forma mentis andrà a produrre una moltitudine di sostanze chimiche sia nello spazio intersinaptico che, grazie all'ipotalamo, nel cervello medio, ciò per stimolare allo stesso tempo il cervello ed il corpo. Ogni pensiero porta con se una sua precisa firma chimica, con risultato che il nostro pensare diventa sentire, in effetti ogni nostro pensiero è una sensazione.
Ogni volta che accendiamo un pensiero nel nostro cervello vengono prodotte delle sostanze chimiche le quali danno vita a delle sensazioni e reazioni specifiche nel corpo. Capiamo allora che il nostro corpo cresce negli anni abituato a delle sostanze chimiche che scorrono liberamente nel torrente sanguigno, a sua volta questo diventa mezzo di trasporto per circondare ogni cellula del corpo ed in ultimo raggiungere il cervello stesso; ne consegue che qualsiasi interruzione del regolare e costante flusso della composizione chimica nel nostro corpo risulterà fattore di disagio. Faremo allora pressochè qualunque cosa in nostro potere, sia consciamente che inconsciamente, sulla base di ciò che proviamo, per ristabilire quell'equilibrio chimico di cui eravamo abituati.
Ogni volta che accendiamo un pensiero produciamo varie sostanze chimiche. I tre mezzi attraverso cui comunichiamo chimicamente sono i neurotrasmettitori, i peptidi e gli ormoni.
Ogni volta che abbiamo un pensiero, i neurotrasmettitori lavorano nello spazio intersinaptico per attivare le reti neuronali connesse a quel particolare concetto o ricordo. Qualunque ricordo ha un elemento emozionale ad esso collegato che i peptidi riproducono chimicamente. L'ipotalamo produce tutta una serie di diversi peptidi, infatti esso possiede un laboratorio di ricette che accoglie ogni pensiero che accendiamo nel nostro cervello ed ogni emozione che sperimentiamo, e si serve dei peptidi per produrre una corrispondente firma chimica. E' questo il motivo per cui il cervello limbico (o cervello medio) lo descrivono come un cervello emozionale, egli è responsabile della produzione delle sostanze chimiche che avviano le nostre risposte ed i nostri pensieri emozionali.

martedì 6 luglio 2010

Un computer meraviglioso chiamato cervello


Il cervello umano è come un computer ed è una cosa veramente impressionante. Ancora più interessante è che il computer è stato creato dal cervello umano, anche se è ancora a una distanza di anni luce. Un odierno computer, per quanto la tecnologia riesca a progettare macchine sempre più potenti e sofisticate, è ancora limitatissimo rispetto al cervello umano. Se ad esempio immettiamo molti dati in un computer, inevitabilmente si arriverà al punto in cui la memoria si satura, avremo allora bisogno di un processore più veloce o di un aumento della memoria, o ancora di modificare alcuni programmi per la gestione dei dati, e via dicendo. Tutto questo non accade con il nostro cervello. La cibernetica non ha ancora prodotto un computer con possibilità di auto-espansione. Ben diverso invece per il cervello il quale ha, per così dire, dei programmi auto-espandibili, vale a dire che più informazioni si apprendono e si processano, più si espande per accogliere altri dati.
Questi concetti dovrebbero fari capire che più usiamo il cervello, più questi sviluppa potenzialità. Un esempio è dato dal fatto che un’intera vita trascorsa a leggere non porta ad una saturazione delle capacità del cervello, anzi, più si legge e più si sviluppa la capacità di processare informazioni.
Il computer usa il sistema binario per la sua elaborazione. Se si vuole creare un programma per un computer affinché svolga una determinata procedura, si deve utilizzare un determinato linguaggio di programmazione il quale utilizzi appunto il sistema binario. Nella stessa misura potremmo dire che anche il nostro cervello adotta un sistema binario, formato da PENSIERO e LINGUAGGIO; capiamo meglio questo meccanismo. Partiamo da questo presupposto: tutto ciò che diciamo e pensiamo è alla base della programmazione del cervello. Questo presupposto ci fa capire che il cervello funzionerà o a nostro vantaggio o contro di noi; tutto dipende da pensieri ed affermazioni. Quando diciamo: “Non sono portato per le lingue straniere, imparare l’inglese non fa proprio per me!” stiamo facendo una vera e propria programmazione; ma riflettiamo: quante volte una persona a cui è stato detto già da bambino che non era portata per una determinata cosa lo andrà a ripetere (sia verbalmente che attraverso il suo pensiero) nella propria vita? Questa continua ripetizione nel tempo porterà ad un tale convincimento da sabotare ogni tentativo di riuscita.
Non dimentichiamo questa legge: non c’è un solo pensiero che passi per la nostra mente che non abbia ripercussioni; qualunque pensiero genera un processo biochimico e provoca di conseguenza un effetto sul nostro comportamento. Fare e ripetere delle affermazioni in cui si evidenzia l’incapacità, ci trasforma inevitabilmente in persone incapaci, viceversa affermazioni e modi di pensare in cui si risalta la capacità, ci trasforma in persone capaci.

mercoledì 27 gennaio 2010

Il "Programma Automatico" del nostro cervello

Le neuroscienze ci dicono che i pensieri producono reazioni chimiche nel cervello. Questa premessa ci porta a desumere che i nostri pensieri abbiano una qualche conseguenza sul nostro corpo fisico, cambiando il nostro stato interiore. Se tutti i nostri pensieri attivano reazioni chimiche che portano ad un determinato comportamento o atteggiamento, i nostri pensieri ripetitivi ed inconsci fanno nascere modelli di comportamento automatici che diventano involontari. Questi schemi di comportamento diventano le nostre abitudini, i nostri vizi, le nostre manie, ma diventano soprattutto e molte volte purtroppo delle connessioni neurologiche cablate nel cervello. Questo cablaggio a livello neuronale può essere inteso come un ‘programma automatico’, molto simile ad un software che svolge, in modo ripetitivo, le stesse funzioni ogni volta che viene lanciato. Le connessioni cablate non richiedono un grande sforzo per essere attivate, anzi, potremmo dire che la maggior parte delle nostre azioni o decisione sono controllate proprio da esse.

Il pensiero crea una sensazione

La psico-neuro-immunologia è riuscita a dimostrare che esiste una connessione fra la mente ed il corpo umano, infatti una delle regole principali di questo settore della scienza dice che ogni pensiero che concepisce un essere umano avrà una determinata reazione biochimica nel cervello dello stesso. Per intenderci: se si pensa ad avvenimenti gradevoli, felici, positivi, appagati, nel cervello viene prodotta immediatamente un neurotrasmettitore: la dopamina, che a sua volta rende euforici ed eccitati; se i pensieri sono ricchi d'odio, collera, auto disapprovazione, condanna, verranno allora prodotti dei neuro peptidi a cui il corpo risponderà con sofferenza fisica, disagio, malumore e pensieri disfattistici. Cosa produrrà questa situazione? Automaticamente il corpo umano andrà a rispondere al pensiero iniziale con una sensazione, la quale andrà a attivare una seconda reazione nel cervello mettendo in moto messaggeri chimici equivalenti al pensiero originale; è come dire che il pensiero crea una sensazione, e la sensazione a sua volta dà vita ad un pensiero, creando un circolo vizioso che genera come risultato finale uno stato d'animo.
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