martedì 30 agosto 2011

Pharmageddon: i farmaci da prescrizione stanno uccidendo la gioventù americana


Nessun genitore vuole perdere un bambino, ma quando uno muore a causa di qualcosa che dovrebbe essere molto prevenibile, il crepacuore e la tragedia si aggravano. Questo, sempre più spesso, succede con i farmaci da prescrizione: stanno uccidendo i nostri giovani.
Sarah Shay e Kissick Savannah, di Morehead, nel Kentucky, migliori amiche fin dal liceo, sono entrambe vittime di quello che gli esperti e la Casa Bianca stanno descrivendo come un'epidemia di decessi da farmaci da prescrizione. Sarah è morta nel 2006 alla tenera età di 19 anni, Savannah appena tre anni più tardi, a 22.
Dal momento che i farmaci che stavano usando erano stati prescritti da medici, alcuni esperti ritengono che questi farmaci comportino una sorta di legittimità. Ma il fatto è che se ne verifica un abuso sui giovani, proprio come fossero droghe da strada – e anche di più, in alcuni casi.
"Non credo che i ragazzi abbiano idea di come questi farmaci creino dipendenza" ha detto Karen Shays alla BBC in un'intervista. "Prima ancora di saperlo, bam! Sono dipendenti."
Di farmaci come Xanax, Ossicodone, Klonopin e Hydrocodone c’è un regolare incremento dell’abuso da parte di adolescenti e giovani adulti. Il problema è talmente grave - alcuni ragazzi si sono rivolti anche al crimine per procurarsi tali farmaci - che lo stato del Kentucky ha istituito dei centri di riabilitazione, dove un numero enorme di tossicodipendenti – il più alto che mai - vengono ricoverati.
Tutto sommato, è come una sorta di Armageddon, ma con farmaci da prescrizione – una sorta di "pharmageddon", se si vuole, come evidenziato dalle prigioni strapiene e confermato da funzionari statali.
"Credo di poter tranquillamente dire che oltre l'80 % dei detenuti nel centro di detenzione regionale di Pike County sono lì per qualcosa che ha a che fare con la loro dipendenza da farmaci da prescrizione" afferma Dan Smoot, direttore di un programma chiamato Unite – un nuovo ed innovativo programma anti-droga che combina indagini di polizia, trattamento e l'istruzione.
Uno studio dal titolo "Gli anni dell'adolescenza e i farmaci da prescrizione” cita: "L'abuso intenzionale dei farmaci da prescrizione, come antidolorifici, tranquillanti, stimolanti e sedativi, per ottenere uno sballo, è fonte di una preoccupazione crescente — soprattutto tra gli adolescenti: tra i giovani di età tra i 12 e 17 anni, i farmaci da prescrizione sono diventati la seconda sostanza illegale più abusata appena dopo la marijuana” e continua “ ci sono segnali preoccupanti: i ragazzi guardano all’abuso di farmaci da prescrizione come più sicuro di quello delle droghe illegali, e i genitori non sono a conoscenza del problema."

NaturalNews – 19 luglio 2011
di J. D. Heyes

giovedì 25 agosto 2011

L'Aterosclerosi

Il Parto

L'Odysée del la Vie

martedì 23 agosto 2011

Un americano su 66 è matto


USA - Anche se i comuni farmaci per curare l'ipertensione arteriosa e il reflusso acido rimangono in cima alla classifica delle vendite, gli antipsicotici sono in assoluto i farmaci da prescrizione più venduti negli Stati Uniti. Una volta erano riservati al trattamento di condizioni - allucinazioni, deliri ecc. - ma oggi questi farmaci sono distribuiti ai bambini indisciplinati e agli anziani mentalmente assenti.
Un recente articolo di James Ridgeway su Al Jazeera fa luce sui metodi usati delle grandi aziende farmaceutiche per ottenere che i medici prescrivano farmaci come Zyprexa, Seroquel e Abilify a pazienti per i quali questi farmaci non erano mai stati intesi. In particolare, esse si concentrano sugli psichiatri, poiché basano le loro diagnosi su criteri soggettivi. L’azione è stata coronata da tanto successo che ora si pensa di modificare i criteri per la diagnosi della malattia mentale e i relativi pagamenti di disabilità.

Ridgeway cita la ex direttrice del New England Journal of Medicine, Marcia Angell:

"Il numero di invalidi per disturbi mentali, che rientrano nei criteri per l’assegnazione di assegni d’invalidità secondo la norma statunitense, è aumentato quasi due volte e mezzo tra il 1987 e il 2007 – da 1 su 184 americani a 1 su 76. Per i bambini, l'aumento è ancora più sorprendente – un incremento di 35 volte negli stessi due decenni. La malattia mentale è ora la principale causa di disabilità nei bambini". Sotto la tutela delle grandi aziende farmaceutiche, stiamo "semplicemente ampliando i criteri per la diagnosi della malattia mentale cosicché quasi tutti ne hanno una." Fugh-Berman concorda: nell'epoca del marketing aggressivo del farmaco "le diagnosi psichiatriche sono state ampliate per includere molte persone perfettamente normali."

Particolarmente vulnerabili, perché le decisioni sui farmaci sono spesso prese da altri, sono gli anziani e i giovani.
Per i bambini è aumentato il numero di diagnosi per il disturbo bipolare di 40 volte tra il 1994 e 2003, e 1 su 5 lascia lo psichiatra con una prescrizione per un antipsicotico.
Il dosaggio per gli anziani in case di cura è diventato così comune che i rappresentanti hanno coniato il termine "cinque alle cinque" — che significa 5 milligrammi di Zyprexa alle 5 del pomeriggio per sedare i residenti difficili.
Negli ultimi tre anni diverse case farmaceutiche hanno pagato milioni di dollari per cause legali che miravano a colpire le loro illecite tecniche di marketing.

Business Insider – 20 luglio 2011
di Robert Johnson

sabato 20 agosto 2011

Proprietà di muscoli

Nell'essere umano, come tra l'altro anche negli animali, i muscoli scheletrici normalmente non si contraggono se non in risposta ad un'azione eccitatoria da parte dei rispettivi nervi motori. Nel caso in cui avvenga una distruzione di questi nervi motori si avrà una atrofia, eccitabilità anormale ed aumento della sensibilità all'acetilcolina. Insorgeranno allora delle contrazioni fini, irregolari di singole fibre (fibrillazione). Se invece il nervo motore si rigenera, queste contrazioni andranno a scomparire; queste di solito non si vedono ad occhio nudo e non vanno confuse con la fascicolazione, che consiste in contrazioni brusche, visibili, di gruppi di fibre muscolari, dovute a scariche patologiche dei motoneuroni; sono sostanzialmente dei fugaci strattoni muscolari che si possono vedere sotto la pelle (cosiddetta 'carne che balla').

L'Unità Motoria
Gli assoni dei motoneuroni spinali diretti ai muscoli scheletrici si suddividono perifericamente in molti rami, così che ogni assone innerva molte fibre muscolari. In questo modo la più piccola porzione di muscolo che si contrae in risposta alla scarica di un solo motoneurone è costituita non da una fibra singola muscolare ma da tutte le fibre innervate dal neurone. Possiamo quindi definire che un motoneurone insieme con le fibre muscolari da esso innervate costituisce una 'unità motoria'.  Varia il numero delle fibre muscolari per unità motoria. Infatti nei muscoli della mano ed in quelli estrinseci dell'occhio, che servono per effettuare movimenti precisi, fini e graduati, vi sono dalle 3 alle 6 fibre muscolari per unità motoria; di contro, nei muscoli degli arti del gatto se ne sono contate dalle 120 alle 165 fibre per unità motoria e molto probabilmente se ne può trovare un numero maggiore nei grandi muscoli del dorso dell'essere umano.
Ciascun motoneurone spinale innerva fibre muscolari di un solo tipo e quindi tutte le fibre muscolari di una unità motoria sono dello stesso tipo. In base al tipo di fibre muscolari che le costituiscono, e pertanto in base alla durata della loro contrazione nella scossa, le unità motorie vengono divise in unità rapide ed unità lente. In generale, le unità muscolari lente sono innervate da piccoli motoneuroni a conduzione lenta e le unità rapide da grandi  motoneuroni a conduzione rapida (principio della dimensione). Nei grandi muscoli degli arti, le piccole unità lente vengono reclutate per prime nella maggior parte dei movimenti, sono resistenti all'affaticamento e sono unità più usate. Le unità rapide, che vanno incontro più facilmente all'affaticamento, vengono generalmente reclutate nei movimenti più vigotosi.
Se il nervo di un muscolo lento viene sezionato e sostituito con il nervo di un muscolo rapido, il secondo nervo rigenera ed innerva il muscolo lento. In queste condizioni il muscolo diviene rapido e si osservano variazioni corrispondenti nelle isoforme di MHC e nell'attività ATPasica della miosina. Si è ipotizzato che queste variazioni siano dovute a sostanze trofiche che passano dal nervo al muscolo, ma pare più probabile che esse siano dovute a variazioni nel tipo di attività muscolare.
I muscoli scheletrici dell'uomo possono sviluppare una tensione di 3-4 kg per cmq di superficie di sezione trasversa. Questo valore è all'incirca quello ottenuto in vari animali da esperimento e sembra essere costante per tutti i mammiferi. Molti muscoli dell'uomo hanno una notevole superficie trasversa, e la tensione che possono sviluppare è grande. Il gastrocnemio, ad esempio,  non solo solleva il peso di tutto il corpo nelle salite, ma resiste ad una forza molte volte maggiore quando il piede colpisce il suolo nella corsa e nel salto, mentre i glutei possono sviluppare una tensione fino a 1200 kg. La tensione totale che potrebbe essere sviluppata da tutti i muscoli di un soggetto maschio adulto è di circa 22.000 kg.

martedì 16 agosto 2011

Il Dolore

I recettori per il dolore sono terminazioni nervose nude presenti in quasi tutti i tessuti. Gli impulsi sono condotti al sistema nervoso centrale da due sistemi di fibre, uno rappresentato da piccole fibre mieliniche (gruppo Aδ di 2-5 µm di diametro che conducono a 12-30 m/s), l'altro consistente in fibre amieliniche del gruppo C (diametro di 0,4-1,2 µm). Queste fibre amieliniche  del gruppo C si trovano nella divisione laterale delle radici dorsali e vengono anche chiamate 'fibre C delle radici dorsali'. Tutti e due i gruppi di fibre vanno a confluire nel corno dorsale e più precisamente: il primo nei neuroni della lamina I, mentre le fibre C delle radici dorsali terminano su neuroni localizzati nelle lamine I e II. Alcuni degli assoni di questi neuroni terminano nel midollo spinale e nel tronco cerebrale, mentre altri formano il tratto spinotalamico laterale.
Gli impulsi dolorosi risalgono lungo questo tratto fino ai nuclei ventrali posteromediale e posterolaterale del talamo; da qui raggiungono il giro postcentrale della corteccia cerebrale. Vi sono numerosi dati a sostegno del fatto che il trasmettitore sinaptico secreto dalle fibre afferenti primarie che mediano le sensazioni dolorifiche è la sostanza P. Precisiamo che la sostanza P è un peptide presente in quantità elevata nell'intestino, inoltre è presente nelle terminazioni nervose del sistema nervoso in differenti sedi. Se questa sostanza viene iniettata sottocutanea, provoca vasodilatazione e la sua liberazione dalle terminazioni periferiche dei neuroni afferenti primari è probabilmente responsabile del riflesso assonico.
 
 
DOLORE RAPIDO E DOLORE TARDIVO
Vi sono due tipi di dolore, e più precisamente una via per il dolore lenta ed una rapida. E' osservabile che vi sia uno stimolo dolorifico il quale provochi una sensazione acuta, forte e ben localizzabile, seguita da una sensazione sorda, intensa, estesa e spiacevole. Queste due sensazioni sono chiamate: dolore rapido e dolore tardivo o dolore primario e secondario. Da notare che quanto più lontano dal cervello viene applicato lo stimolo dolorifico, tanto più lungo è l'intervallo di tempo fra le due sensazioni. Si è capito quindi che il dolore rapido è dovuto all'attività delle fibre dolorifiche Aδ mentre quello tardivo è dovuto all'attività delle fibre dolorifiche C.
 
 
PERCEZIONE SOTTOCORTICALE E RISPOSTA AFFETTIVA
La percezione degli stimoli sensoriali la si può avere in assenza della corteccia cerebrale; questo processo è vero in particolar modo per il dolore. Infatti le aree corticali recettrici sono apparentemente deputate all'interpretazione discriminativa, esatta e significativa del dolore, ma la loro percezione del dolore non richiede la presenza della corteccia.
La maggior parte dei ricercatori è concorde con quanto detto da Sherrington: "...il dolore è un aspetto psichico di riflesso protettivo prepotente". Infatti gli stimoli dolorifici evocano potenti riflessi di allontanamento e di evitamento, inoltre il dolore è l'unico fra le sensazioni in quanto è associato con una forte componente emotiva.
Sebbene anche le informazioni trasmesse dagli altri organi di senso possano in un secondo tempo evocare emozioni gradevoli o sgradevoli, a seconda dell'esperienza del soggetto, solo il dolore ha una componente affettiva sgradevole, la quale dipende da connessioni delle vie del dolore nel talamo. Non per nulla lesioni al talamo possono dare una iperreattività agli stimoli dolorifici, condizione nota come 'sindrome talamica'. In queste condizioni, stimoli anche minimi producono dolori intensi, prolungati e molto sgradevoli.
Percutanea cordotomia cervicale
In alcuni casi si può dissociare il dolore dalla sua componente sgradevole mediante sezione delle connessioni profonde fra i lobi frontali ed il rimanente del cervello, cioè attraverso una lobotomia prefrontale. Dopo questo intervento i pazienti asseriscono di sentire ancora il dolore ma di non esserne disturbati. Questo intervento limite è talvolta utile se non necessario nel trattamento del dolore intrattabile causato dal cancro terminale. Oltre alla lobotomia, uno degli interventi più diffusi è la cordotomia anterolaterale, cioè l’interruzione ottenuta con il calore (prodotto dalla corrente a radiofrequenza) delle fibre nervose situate nella parte anterolaterale del midollo spinale che veicolano le informazioni relative al dolore dell’arto superiore, del tronco e dell’arto inferiore del lato opposto. Quando appropriatamente eseguito, questo intervento seziona le fibre dolorifiche spinotalamiche laterali lasciando intatte alcune delle fibre tattili spinotalamiche centrali.

DOLORE PROFONDO
La principale differenza fra sensibilità superficiale e sensibilità profonda sta nella differente natura del dolore provocato dagli stimoli nocivi. Contrariamente al dolore superficiale, quello profondo è poco localizzato, sgradevole, nauseante e spesso associato a sudorazione ed a variazioni della pressione arteriosa.
Si può provocare dolore in modo sperimentale, iniettando nel periostio o nei legamenti un po' di soluzione salina ipertonica. Questo provoca una contrazione riflessa dei muscoli scheletrici che assomiglia allo spasmo muscolare che si osserva nel caso di lesioni ossee, tendinee ed articolari. Ne consegue che i muscoli continuamente contratti diventano ischemici, ciò provoca la stimolazione dei recettori dolorifici nei muscoli stessi, e siccome il dolore a sua volta aumenta lo spasmo, si instaura un circolo vizioso.

lunedì 15 agosto 2011

Stanford: l’autismo non è così “genetico”


Una rapidissima notizia, tanto per non perdere la buona abitudine di rimettere in discussione assunzioni ormai date per scontate. Perchè l’autismo? Quali sono le cause della sua manifestazione? Tutti sapevamo che questo distrubo, in quanto oscuro, fosse attribuibile a cause genetiche. Proprio perchè oscuro, effettivamente, la medicina attuale non ha saputo dare risposte certe, ipotizzando che i fattori ereditari contribuissero in maniera significativa al rischio che il bambino ne sviluppasse la sindrome. Sembra che non sia proprio così: un team di ricercatori dell’Università di Stanford, due giorni fa, ha pubblicato on-line uno studio che attesta come l’autismo sia un problema causato da fattori ambientali ai quali si è sottoposti durante la vita intrauterina (Lisa A. Croen; Judith K. Grether; Cathleen K. Yoshida; Roxana Odouli; Victoria Hendrick. Antidepressant Use During Pregnancy and Childhood Autism Spectrum Disorders. Archives of General Psychiatry, 2011; DOI: 10.1001/archgenpsychiatry.2011.73).

Lo studio ha coinvolto 296 bambini affetti dalla sindrome e 1507 bambini del gruppo di controllo selezionato casualmente dal gruppo del Kaiser Permanente Northern California.
Il fattore individuato come causa principale del problema? la serotonina sintetica (il neurotrasmettitore – in questo caso prodotto da farmaci – coinvolto nella regolazione dell’umore) nell’organismo della madre, la cui presenza può essere principalmente attribuibile all’assunzione di farmaci antidepressivi. Ma non solo: la dottoressa Croen – coordinatrice della ricerca – suggerisce che la serotonina sintetica può essere la causa del problema quando concomitante ai cambiamenti fisiologici correlati allo stress e alla depressione della madre sviluppati prima e durante la gestazione.
In altre parole forse occorrerebbe mettersi in testa che la ‘psicosomatica’ non esiste: ogni disturbo possiede in sè fattori psichici e fattori somatici da prendere in considerazione. Questa naturalmente è una conclusione personale (corroborata comunque da fatti e studi concreti): finchè la ricerca medica si concentrerà su uno o sull’altro fattore, senza prenderli in considerazione entrambi, non metterà luce sui fenomeni ‘oscuri’ che risiedono – a nosto avviso – tanto nell’autismo quanto nelle più comuni malattie dei nostri tempi.

domenica 14 agosto 2011

La Curcuma

Fonte: Promiseland

Più di tremila articoli sono stati scritti sulla curcuma, pubblicati in riviste medico-scientifiche, fitofarmaceutiche etc. e più della metà di essi sono stati pubblicati dal 2006 ad oggi, l’interesse verso questa pianta non accenna a diminuire, anzi…
I più attivi sono stati senz’altro i laboratori del nord America, ma nel mondo intero si studia la curcumina (il principio attivo di questa spezia) che dimostra avere un gran numero di proprietà terapeutiche. Per esempio ha un buon potere anti-ossidante, anti-infiammatorio, anti-virale, anti-batterico, fungicida, anti-parassitario ed anti-cancerogeno. Il suo largo spettro d’azione gli conferisce un buon potenziale contro un gran numero di malattie, molto diverse tra loro, a volte anche croniche: artrite, diabete, arteriosclerosi, cataratta, allergie, malattie neuro-degenerative come l’Alzheimer o il Parkison, il cancro se affiancato dai trattamenti in uso. Senza poter essere considerato una medicina questo principio attivo è un vero alimento funzionale, efficace come prevenzione o in accostamento ai trattamenti terapeutici.
Gli studi scientifici hanno definito che l’infiammazione è il punto di partenza nello sviluppo della maggior parte delle malattie (cardiovascolari, polmonari, tumorali, neurologiche etc.), l’infiammazione del fattore di trascrizione NF-kB gioca un ruolo primario nella maggior parte delle malattie e bloccare questa proteina può eliminare l’infiammazione.
Il Professor Aggarwal (*) ha formulato l’ipotesi che la maggior parte dei tumori siano attivati dalla NF-kB che favorisce la proliferazione del cancro e la sua metastasi. Bloccare l’NF-kB impedisce la formazione dei tumori. Secondo lui l’incidenza dei quattro più diffusi tipi di tumore negli U.S.A. (colon, seno, prostata, polmone) è di dieci volte maggiore che in India, dove è diffuso l’uso quotidiano di questa spezia. Quindi a tutt’ora di oggi nessun altro ingrediente è riconosciuto essere un così potente anti-infiammatorio come la curcuma fresca, grazie alla curcumina ed al suo olio essenziale. La curcuma fresca è anche un afrodisiaco, ma gli scienziati sono entusiasti da quando hanno scoperto che inibisce la NF-kB e gran parte delle ricerche si concentrano su questo.
La sinergia della curcumina e dell’olio essenziale conferisce alla curcuma fresca queste proprietà benefiche:

-potente anti-ossidante, contrasta le lesioni procurate dai radicali liberi;
-azione anti-infiammatoria nell’artrite reumatoide;
-prevenzione delle infiammazioni cardio-vascolari ed in caso di predisposizione alla trombosi;
-prevenzione del tumore al colon e dell’apparato digestivo;
-aiuta nei disturbi gastro-intestinali (coliti, malattia di Crohn…);
-protegge le cellule cerebrali nella prevenzione delle malattie neuro-degenerative (Alzheimer);
-riduce le infiammazioni e le lesioni della pelle durante la radioterapia;
-riduce le infiammazioni ai polmoni, agisce in caso di asma;
-aiuta la rigenerazione delle cellule epatiche;
-ha effetto catabolico sui grassi e sul colesterolo;
-lotta contro le infezioni virali e le infiammazioni in generale;
-effetto protettivo della mucosa dello stomaco;
-effetto anti-batterico nelle infezioni urinarie.

La curcumina inibisce anche la produzione di citochine, molecole che innescano il processo infiammatorio a livello cellulare e questo è di fondamentale importanza, considerato che il processo infiammatorio è all’origine della formazione e crescita dei tumori.

(*) Professor Bharat Aggarwal, ricercatore in cancerologia all’università del “MD Anderson Cancer Centre” in Texas.

giovedì 11 agosto 2011

Studio americano: la metà della carne alimentare è infetta


Notizie nefaste per i carnivori. Uno studio americano condotto dalla Infectious Diseases Society of America – e pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases – informa che circa la metà di tutta la carne e del pollame dei negozi americani è infetto.
In particolare, la carne esaminata (per la precisione il 47%) contiene in tassi elevati lo Staphylococcus aureus, un batterio legato a molte comuni malattie umane. In oltre la metà dei casi, questi batteri si sono rivelati resistenti ad almeno tre classi di antibiotici: in poche parole, sono delle vere e proprie bombe biologiche.
Certo, non che non si potesse già immaginare, ma per la prima volta è stata notificata nero su bianco la pericolosità connessa al consumo dei cibi animali più comuni. Che risultati simili siano ovvi, può facilmente essere dedotto prendendo in considerazione la forte presenza di farmaci e ormoni usati negli allevamenti del bestiame, resi necessari ovviamente per far fronte alla grossa quantità di carne voluta dalla produzione: un farmaco oggi e un farmaco domani e la generazione di batteri ultra-allenati e resistenti è assicurata.
Cosa significa questo in soldoni? Semplice: “le infezioni stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici esistenti”, ha detto il dottor Hughes, presidente del’IDSA. In ancora meno parole: gli antibiotici sono sempre meno utili, sia a fronte di un’alimentazione ricca di tossine e batteri che per un uso sconsiderato di questo tipo di farmaci.
La situazione è così poco simpatica da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad adottare come tema centrale del Giorno Mondiale della Salute proprio la resistenza agli antibiotici. Sorge quasi automatica dunque la corsa agli armamenti: pare che diversi enti di ricerca stiano cercando di creare almeno una decina di super-antibiotici in grado anche di debellare gli ultimi batteri incriminati.
Molto poco da queste istituzioni, invece, viene detto sulla prevenzione e sull’adozione di comportamenti alimentari e salutistici più “sensati” per il nostro organismo. Possibile? Che la “resistenza” davvero problematica non sia quella agli antibiotici ma quella alla revisione delle proprie abitudini e certezze? La domanda, naturalmente, è retorica.

L’articolo completo in questione è: A. E. Waters, T. Contente-Cuomo, J. Buchhagen, C. M. Liu, L. Watson, K. Pearce, J. T. Foster, J. Bowers, E. M. Driebe, D. M. Engelthaler, P. S. Keim, L. B. Price. Multidrug-Resistant Staphylococcus aureus in US Meat and Poultry. Clinical Infectious Diseases, 2011; DOI: 10.1093/cid/cir181.

mercoledì 10 agosto 2011

Le voci dentro la loro testa: Approccio di Gail Hornstein alla comprensione della follia


USA - Gail Hornstein (Prof.ssa di Psicologia Università del Massachusetts), per decenni ha raccolto più di settecento memorie, autobiografie e testimonianze di pazienti con disturbi mentali, pazienti che lottano contro il sistema psichiatrico per far sentire la loro voce.
Secondo il National Institute of Mental Health, circa un americano su 4 soffre di un disturbo mentale. La società USA è andata oltre rispetto a qualsiasi altra nel classificare i comportamenti indesiderati ed emozioni come malattie che esigono trattamento medico e spesso farmacologico, e l’Europa segue a ruota.
La Hornstein respinge l'idea che i pazienti psichiatrici, nonostante i loro gravi sintomi, abbiano una malattia fisica e suggerisce che anche la schizofrenia e altri tipi di psicosi possono derivare da traumi, abusi e oppressioni.

Frisch: Perché eviti così fortemente la frase "malattia mentale"?
Hornstein: Il termine "malattia mentale" è pesantemente caricato, politicizzato e ambiguo. Preferisco parlare di "esperienze anomale", "emozioni estreme" e "stress emotivo". Il motivo principale per cui io non uso il linguaggio medico è che le persone che soffrono spesso non lo trovano molto utile. Nessuno sperimenta la "schizofrenia" — che è solo un nome tecnico per un sacco di sentimenti complicati. Coloro a cui hanno insegnato che le "malattie mentali sono malattie cerebrali" vedono i pazienti psichiatrici come pericolosi e improbabili da recuperare. E quelli in crisi spesso sono comprensibilmente riluttanti a consultare i professionisti della salute mentale, perché lo stigma della malattia mentale è così grave che è possibile perdere lavoro, casa e famiglia come conseguenza dell’essere diagnosticati con una malattia mentale.

Frisch: In che modo la "malattia mentale" differisce dalla malattia fisica?
Hornstein: In psichiatria la malattia mentale è una metafora imposta sul comportamento delle persone. Non ci sono metodi fisici per diagnosticare una malattia mentale: non c'è nessun esame del sangue o risonanza o altro. Sulla base del comportamento sono diagnosticate le cosiddette malattie mentali. La teoria dello " squilibrio chimico " è stata inventata dai dipartimenti del marketing delle aziende farmaceutiche per cercare di convincere i medici a prescrivere i loro prodotti. Alcuni medici dicono che la depressione è proprio come il diabete: avete uno squilibrio di un neurotrasmettitore e come per il diabetico potrebbe essere necessaria più o meno insulina, questo farmaco ripristinerà il vostro equilibrio mentale. Ma con il diabete è possibile misurare la quantità di zucchero e di insulina nel sangue. Sappiamo che cosa è un livello bilanciato. Nessun medico che abbia prescritto un antidepressivo ha mai misurato il livello di un neurotrasmettitore nel corpo del paziente. Non c'è nessun mezzo per dire se qualcuno ha un "squilibrio chimico".

Frisch: Le eventuali malattie mentali hanno una base fisiologica conosciuta?
Hornstein: I sintomi iniziali della malattia di Huntington, ricordano i sintomi della malattia mentale. Persone nelle fasi iniziali di cancro al cervello possono comportarsi in maniera anomala. Se non sanno di avere il cancro, si potrebbe pensare che stanno avendo una reazione psichiatrica. Ma una volta che ottengono una TAC, si può vedere il tumore al cervello. Non si può vedere schizofrenia.

Frisch: ho sempre pensato che solo i mistici o i folli potessero sentire le voci, ma lei suggerisce che è più comune di quanto pensiamo.
Hornstein: Molte persone che sentono voci non hanno mai attirato l'attenzione del sistema psichiatrico. Le stime sono che il 4% della popolazione inglese sente voci — circa la stessa percentuale che ha l'asma. Nella società occidentale spesso associamo le voci con la malattia. Se avessimo vissuto in una parte del mondo con una maggiore religiosità, le insolite esperienze psicologiche potrebbero essere etichettate come doni divini. Tutte le grandi religioni del mondo hanno figure che hanno sentito voci o avuto altre esperienze psicologiche anomale. Se il pastore in una chiesa cristiana evangelica racconta alla congregazione, "Dio mi parlò ieri sera," in quella Chiesa nessuno pensa che egli ha perso la testa.
Uno degli obiettivi principali del mio libro è dare ai lettori la possibilità di conoscere persone che hanno esperienze insolite e incoraggiarli a tollerare una gamma più ampia di comportamenti in se stessi e gli altri.

The Sun – 19 luglio 2011
di Tracy Frisch
TRACY FRISCH vive nella Contea di Washington, New York, dove è una giornalista freelance.
Leggi il resto dell'articolo qui:

venerdì 5 agosto 2011

Antipsicotico Seroquel: rischio di attacchi di cuore, avviso aggiunto all'etichetta del popolare farmaco


USA: Il 10 luglio il New York Times ha riportato che "AstraZeneca aggiunge un nuovo avvertimento sul rischio di attacchi di cuore nel bugiardino di Seroquel, il suo farmaco antipsicotico campione di vendite, su richiesta della Food and Drug Administration, come hanno affermato i funzionari dell'azienda. "E che "Seroquel è uno dei farmaci più venduto al mondo, per un totale di 5,3 miliardi di dollari l'anno scorso, di cui 3,7 miliardi negli Stati Uniti. Introdotto nel 1997, è stato approvato per la schizofrenia, il disturbo bipolare e la depressione grave. Seroquel ha causato problemi legali per AstraZeneca, tra cui un pagamento di 520 milioni di dollari nel 2009 per risarcire le accuse governative di marketing illegale. Migliaia di cause legali in sospeso per effetti collaterali come il diabete." (leggi l'intero articolo qui.)
Mentre queste sembrano essere apparentemente buone notizie, guardando un poco più a fondo si legge nell'articolo di Paul Thacker, un ricercatore del POGO, il progetto del governo statunitense sulla sorveglianza:

Convocato il Dr. Woodcock…il Dr. Janet Woodcock…. hai una vaga idea di cosa stia succedendo all'interno della FDA?
C'è confusione e poi c'è confusione confusa –a livello di incomprensibilità che sfida il sano, sobrio, tentativo di ottenere una spiegazione. Dopo la confusa confusione c’è… la FDA.
Caso in questione: la FDA sta tergiversando sulle modifiche al bugiardino di un farmaco antipsicotico ora ampiamente prescritto ai reduci di guerra con stress post-traumatico. L’ottobre scorso, POGO ha inviato una lettera al membro della Commissione della FDA Margaret Hamburg chiedendole di esaminare un'interazione potenzialmente pericolosa dei farmaci Seroquel (quetiapina) e metadone che può mettere a rischio i reduci.
Le prescrizioni di Seroquel e metadone sono al culmine per i veterani che soffrono di tassi estremamente alti di disturbi da stress post-traumatico (PTSD) dopo il combattimento. Un'indagine del Military Times ha trovato che la spesa militare per il Seroquel era quasi quadruplicata tra il 2001 e il 2009. Molti di questi reduci stanno anche prendendo metadone per lenire il dolore e l'ansia di controllo causato da PTSD. Il Military Times ha trovato che l’ overdose di metadone ha causato almeno 60 morti in campo militare — più di qualsiasi altro farmaco, legale o illegale. Un'indagine separata dell’ Associated Press ha trovato che le spese militari per Seroquel sono aumentate di sette volte dall'inizio della guerra in Afghanistan. L’esercito ha speso 8,6 milioni di dollari per il Seroquel nel 2009. I medici hanno detto che lo prescrivono per lenire gli incubi e l’ansia causata da PTSD. L'Associated Press ha anche scoperto che il Seroquel è diventato il secondo farmaco per il quale il Dipartimento delle questioni relative ai reduci (VA) ha la spesa maggiore dal 2007. Nel 2009, il VA ha speso 125 milioni di dollari per il Seroquel rispetto ai 14,4 milioni nel 2001. Per allertare la FDA su questo problema, abbiamo anche inviato uno studio pubblicato nel 2007 sulla Gazzetta di Psicofarmacologia Clinica. Questo studio ha trovato che il Seroquel aumenta significativamente i livelli di metadone nel plasma sanguigno. Come ha risposto la FDA? Nel mese di aprile, abbiamo ricevuto una lettera firmata dalla Dr. ssa Janet Woodcock, direttore del Centro per la Ricerca e Valutazione del farmaco (CDER) alla FDA. Secondo la Dr.ssa Woodcock, non c'era nulla di cui preoccuparsi: “Dopo l’accertamento delle nostre valutazioni, riteniamo che un'interazione potenzialmente pericolosa che coinvolge la quetiapina e il metadone sia improbabile, e, quindi, nessuna ulteriore azione da parte dell’agenzia è indicata per quanto riguarda sia una revisione sull'etichetta, che includerebbe nuove avvertenze o cautele, sia sforzi di comunicazione mirati al pubblico e ai professionisti.” Per assicurarsi che abbiamo capito il punto, ha aggiunto: “A questo punto, c'è pieno accordo nel CDER sul fatto che sia estremamente improbabile che un'interazione tra quetiapina e metadone conferisca irragionevoli rischi per i pazienti e, quindi, nessuna ulteriore azione è indicata per quanto riguarda l'etichettatura di questi prodotti o iniziative di comunicazione correlati.”
Meno di due mesi più tardi, nel mese di giugno, la FDA ha approvato le modifiche al bugiardino del Seroquel per indicare che il farmaco "dovrebbe essere evitato in combinazione con altri farmaci" come il metadone.
Che diavolo? Questo è esattamente ciò che abbiamo chiesto loro di fare. Esattamente quello che la Dr.ssa Woodcock ha detto che non c’era bisogno di fare.
Può qualcuno per favore spiegarmi questo fatto? Per favore!
Ad ogni modo, stiamo ora inviando una seconda lettera alla FDA chiedendo loro, come abbiamo fatto nel mese di ottobre, di emettere un ‘avvertenza per informare i pazienti e medici. C'è per le persone il rischio di morire se assumono Seroquel e metadone contemporaneamente, e sembra improbabile che un medico militare durante trattamento dei reduci con PTSD abbia il tempo di leggere tutte le 73 pagine del bugiardino del Seroquel.
E’ così. Si tratta di 73 pagine!
Non è un bugiardino, è un romanzo!
Speriamo che la FDA si impegni ad inviare un’avvertenza. Ma forse riceveremo una lettera dalla Dr. ssa Woodcock che dice che tutto è OK, e nessuna ulteriore azione è indicata…e che non c’è alcuna necessità di allarmare le persone inviando un’avviso…. E poi li invia comunque.

Paul Thacker
investigatore di POGO (un progetto di vigilanza del governo)
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