martedì 18 maggio 2010

Ivan Pavlov ed i Riflessi Condizionati

Le ricerche sperimentali condotte da Ivan Pavlov sono alla base della concezione fisiologica che ha suscitato vivo interesse nel mondo scientifico da parte di psicologi e biologi. Ancora prima dei lavori di questo grande scienziato, lo studio della fisiologia si limitava a studiare e sperimentare le forme più semplici di reazione degli esseri viventi.
Ed è proprio grazie a Pavlov che è stato introdotto il termine condizionare nel mondo della psicologia. Il 'riflesso condizionato' è la scoperta scientifica che lui stesso annunciò nel 1903 e solo un anno dopo, grazie ai suoi lavori, ricevette il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia.
Vediamo in cosa consisteva questa scoperta, definita appunto riflesso condizionato. Nei suoi esperimenti riuscì a 'condizionare' un cane a produrre saliva al suono di un campanello, suonandolo prima di presentargli del cibo. Questa procedura venne ripetuta molte volte: suono di una campanella e pochi secondi dopo presentazione del cibo. Cosa successe al cane, in pratica, nel momento in cui suonava la campanella? Egli imparò a salivare, in previsione dell'arrivo del cibo; il suono del campanello significava l'arrivo del cibo e le ghiandole salivarie del cane si preparavano alla produzione di saliva. A questo punto il cane divenne 'condizionato' a salivare al solo suono del campanello, anche in assenza del cibo, infatti continuando a suonare il campanello, il cane continuava a salivare. In buona sostanza la salivazione non serviva a preparare l'organismo alla digestione degli alimenti, ma era diventato un semplice ed unico 'riflesso condizionato'.
Questo esperimento, seppur realizzato più di cento anni fa, rimane un esempio di come il nostro sistema nervoso può essere condizionato a comportamenti e modi di essere. Nella sua semplicità Pavlov ci fa capire che potremmo essere legati a condizionamenti che ci sono stati impressi da bambini, magari e sicuramente involontariamente dai nostri genitori o tutori. Potremmo essere condizionati dalla pubblicità senza che ce ne accorgiamo, anzi, se ci riflettiamo, sono pochissimi coloro che nella loro esistenza non hanno ricevuto un condizionamento tale da manifestare un riflesso voluto da qualcuno o non.
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